|
23/05/2009
Pink Mountaintops – Hana-bi Marina di Ravenna
Stephen McBean non passa più l’estate senza suonare sulla spiaggia ravennate, se l’ultima occasione fu coi Black Mountains, questa volta arriva coi Pink Mountaintops, ultima tappa europea prima del ritorno a casa in Canada. Per l’occasione non si risparmia nulla la band, perfino le prove sono un concentrato di musica di alto livello, udibile dalla spiaggia in totale comodità, spiaggia dove terminato il sound-check arrivano anche i musicisti. I Pink non lasciano nulla al caso per questa tournee, con band a sei elementi per rendere la massima perfezione a quel grandissimo disco appena licenziato che corrisponde al nome di Outside Love. Ma mr. McBean non è proprio un uomo da promozione, quindi tante le perle pescate anche dai primi due dischi, resi in maniera ancora migliore, segno che l’amalgama di fine tournee tanto deve aver dato alla compatezza di un suono molto più intimistico e ricercato rispetto ai Black. Ed alla fine il concerto rimane come un vero must della band, a detta non solo mia ma anche di chi ha visto dal vivo entrambe le formazioni questa
volta si sono sorpassati i più celebrati Black, merito di un coinvolgimento maggiore (del resto i muri sonori qui lasciano spazi riempiti da più strumenti e maggiori emozioni) sia dei musicisti tutti che di un pubblico magari partito in sordina ma che nel finale non ne voleva più sapere di lasciar andar via i musicisti. Cullati tra una Vampire ed una sublime Come Down, gli applausi si sono sprecati, e così i bis son stati numerosi, tanto dal giorno dopo per Stephen McBean e soci sarebbe stata vacanza e tanto valeva regalare qualcosa in più ad un pubblico che li aveva accompagnati non solo per il concerto ma per l’intera giornata tra palco e spiaggia.
Luca Cocchi
|
12/06/2009
Hana-bi Marina di Ravenna – Vento dell’est
Vengono dagli Stati Uniti ma la loro musica è ispirata ai suoni dell’est europeo, in primo piano la Romania. Jeremy Barnes (i più attenti lo ricorderanno giovanissimo in quel capolavoro chiamato In Aereoplane Over The Sea a nome Neutral Milk Hotel) vive in Europa da molto tempo ed assieme ad Heather Trost ha dato vita ad un progetto affascinante che non poteva non fermarsi per una serata al solito Hana-bi durante la tournee relativa all’ultimo disco Déliverance. E ci han messo pochi minuti i 5 musicisti sul palco (gli A Hawk & a Hacksaw sono una specie di band aperta, soprattutto in funzione dei soldi che girano per allargare il combo ad un progetto più a largo respiro) a trascinare nelle loro performances il folto pubblico accorso. Ma non pensiate ad un set in stile Bregovic, qui c’è più dolore interiore professato (magari qualche rimando al Beirut pre Zapotec o Holland), strumenti inventati (come altro chiamare quella specie di violino a corda tirata e con tuba che suona Heather?) ed un ricordo di un mondo perduto, magari senza rimpianti, ma comunque andato con tutta la sua memoria. Ed è bello
farne parte assieme ai musicisti in un crescendo di emozioni oppure come nei bis dove invece di prendere nuovamente posto sul palco si sono messi nel mezzo del pubblico a suonare le loro cose finendo in festa una serata di musica magari un po’ ripetitiva ma che la bravura ed il talento dei musicisti non ha mai fatto calare di tono. Lunga vita a progetti come questi, e che nessuno storga il naso se a proporli sono musicisti che vengono da altri luoghi.
Luca Cocchi
|
|
FLAMING STARS
18/04/2009
London, Bardens Boudoir
Gypsy Hotel
Lunga notte di musica e spettacolo in quel del Bardens Boudoir di London, zona Stoke Newington, ovvero dalle parti dei Flaming Stars, veri eroi di queste zone. La lunga notte inizia con ai piatti Mr. Spider Stacy, ex Pogues, ancora in forma nonostante i tanti stravizi a servire ottima musica in attesa dei vari ospiti fra cui The Buttons Dawg Blues Band, Rohan Medicine Man e Slim’s Cyder co, ma la serata si anima con l’arrivo sul palco di Luna Rosa a proporre il suo classic striptease. La miss sfoggia un corpo da capogiro ed ammalia la platea che attende l’arrivo dei beniamini locali, i Flaming Stars. Qui sembrano conoscerli tutti personalmente, e nonostante siano balzati agli onori delle cronache inglesi grazie alla colonna sonora dell’ultimo film di 007 composta dal chitarrista Huck Whitney, sembra di essere al concerto dei propri migliori amici, ed a occhio a parte chi scrive ed i suoi 2 amici tutti si conoscono a menadito.
Puntuali come da noi mai avviene, a mezzanotte ed undici minuti Ten Feet Tall satura l’impianto stereofonico del locale. I Flaming Stars qui giocano in casa e non possono tradire, non hanno dischi da promozionare, quindi tanto spazio ai classici di anni fa, ed un solo estratto da Born Under a Bad Neon Sign, disco del 2006. I FS raramente escono in tour al di fuori della terra d’albione, qualche puntata in Germania e poco più, quindi vederli è qualcosa di raro ed è difficile rimanere imparziali nel descrivere lo show, atteso da vari anni. Dopo l’attacco tirato dove non poteva mancare Bring me Rest of Alfredo Garcia, alcune canzoni lente per approdare ad un finale tiratissmo nel pandemonio generale del Bardens Boudoir dove è possibile assistere al concerto praticamente sul palco assieme ai musicisti. Saremmo fuori tempo massimo, ma una concessione per un bis ci sta, finale alla grande e peccato l’assenza di London After Midnight che vista l’ora sarebbe stata la ciliegina sulla torta. Poi spettacolo finale di vaudeville con Vivid Angel, adatto a chi non subisce troppo la sofferenza del corpo umano. Ma con nelle orecchie gli echi di Just Too Bad tutto passa, anche i tanti chilometri da fare a piedi per raggiungere casa da una Stoke Newington non proprio collegata nel modo dovuto a notte fonda…
Luca Cocchi
|