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EVENTI 2011 COMUNICATI MUSIC - CONCERTI.... |
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LUGLIO/DICEMBRE 2011
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Il ritrovo per gli appassionati di musica degli
anni '60, per venerdì 16
dicembre, è stato l' Arterìa di Bologna, in una laterale di via
San Vitale, quella via San Vitale, che percorsa nel senso giusto, ti
porta in Riviera. L' Arterìa, in tempi remoti era un night, come si può
vedere subito prima di entrare da una scritta "NIGHT" a
mosaico, poi trasformato in un pub che offre anche musica dal vivo, nei
suoi locali che in tempi ancora più remoti erano sicuramente delle
cantine della Bologna dentro le mura.
di Graziani Marco Dopo un tour estivo che li ha visti in giro per l'
Italia, facendoli sbarcare anche negli USA, i SubsOnicI regalano al loro
pubblico nuovi brividi, rivisitando alcune canzoni in chiave acustica,
suscitando interesse e curiosità tra i loro numerosi fans, abituati a
concerti killer, dai quali sono sempre usciti madidi di sudore e senza
voce.
Purtroppo il concerto è finito, ma la magia che ci
hanno regalato queste due ore abbondanti di musica, e le emozioni che ci
hanno dato i SubsOnicA rivisitando le loro canzoni non se ne andranno
tanto facilmente.
Il ritrovo
con Moreno Spirogi è in un complesso dove si fanno corsi di ballo,
pittura e canto nel quartiere San Donato a Bologna. Il complesso ospita
anche una sala prove ben attrezzata, ormai "nido"degli
Avvoltoi, egregiamente curata da una personalità bolognese legata alla
musica. l' intervista viene effettuata in una stanza adiacente ad una
delle sale prove, con dall' altra parte della porta, un gruppo emo che
debilita un poco il tenore dell' intervista. 1- Moreno
Spirogi Lambertini nato a Bologna il 9 ottobre del 1966, ormai si
compiono gli anni... Si... Hai scritto anche l' anno! Non sò che altro dire... Se ne compiono abbastanza, non diciamo quanti! Comunque il 9 ottobre è anche il giorno in cui è nato John Lennon (cantante e compositore dei Beatles). E su questo non aggiungo altro. 2- Cosa
vorresti per regalo? Ma guarda, per regalo... vorrei tante cose, ma mi accontenterei di continuare nel mio percorso artistico, di far quello che ho sempre fatto e di star bene, che sai di questi tempi chiedere un regalo... meglio di no, che sono un po' scaramantico. Se proprio di continuare con gli Avvoltoi e che le cose continuino ad andare bene, magari anche meglio, non parlo di successo che poi nel '90 rifiutammo San Remo, ma che continui la passione e la voglia di suonare. 3- Cantante
degli Avvoltoi... Si, fondatore e cantante degli Avvoltoi. 4-
Raccontaci un po' di questo gruppo, di com' è nato, e di cosa è
diventato. Gli Avvoltoi nascono nel 1985. In un contesto, gli anni '80 nel quale andava molto la new- wave, noi in contro tendenza, seguivamo sonorità tipicamente sixteen' s, nella fattispecie ascoltavamo la musica italiana, ricercando quella dei complessi minori, così si chiamavano, anche quelli negli anni '60 incisero solo un disco. Parlo di me e del mio "socio fondatore" (nonchè fratello) e chitarrista Claudio, ci innamorammo di queste sonorità, scoprendo un mondo pazzesco. Praticamente ci è arrivata vent' anni dopo la passione per la musica anni '60. In realtà, parallelamente al nostro interesse, in Italia si scatenò un ritorno alle sonorità anni '60, in genere nel sotto bosco, nell' underground, ma solo noi cantavamo in italiano. Da segnalare che la scena neo- sixteen' s italiana è ricordata nel mondo, essendo una delle maggiori. Nel 1987, incidiamo il primo singolo per la Tos di Torino, riscontrando successo sia nella stampa specializzata che di pubblico, facendo diventare gli Avvoltoi un gruppo cult, sempre dell' underground. Pensa che nei ritagli che ho tenuto, noi siamo al primo posto e i LITFIBA al quarto. Nel 1988, dopo un concerto al Manila di Firenze, il talent scout della BonTempo, tale Nicola Garnini, poi primo cantante dei Diaframma, ci vede e due giorni dopo ci chiama per andare a Firenze a firmare un contratto. Ovviamente andiamo a Firenze e firmiamo, ed esce "solo mondo beat" nell' '88, diventando un successo underground, vendendo 5000 copie. Nel '90 esce il secondo album, sempre per la BonTempo, con cambi in formazione, perchè nel primo lavoro, suonavamo anche male, ma evidentemente qualcosa di buono c' era. "Quando Verrà il Giorno" è un album più elaborato, eterogeneo, con sonorità più psichedeliche, folk, eccetera, piace molto, ma vende un po' meno del primo. Intanto ci barcameniamo tra interviste, Video Music, riviste specializzate e ci arriva la proposta di andare a San Remo: noi rifiutiamo. Rifiutiamo per la passione, andando forse anche a rompere il giochino, a noi andava comunque bene così. Ma si era comunque andato a formare un gruppo che piaceva; pensa che se andiamo a suonare in varie città, c' è ancora gente che impazzisce. Poi c' è il primo scioglimento. Trà i l'92 e il '93, la nuova formazione stampa vari singoli che vanno a ruba. Nel '94 esce un "Ora Sai Perchè" con brani dal '88 al '93. Nel '98 ci riuniamo e facciamo una serie di concerti. Intanto nel '05 faccio uscire un' inedito solista, piaciuto molto. Si continua a suonare nei concerti e festival, finchè nel '08 escono due singoli per due case editrici: " Gianni/ Non Voglio Pietà" e "I Capelli Lunghi/ E Voi, e Voi, e Voi" con Gene Guglielmi, con il quale nasce una collaborazione. Intanto i concerti hanno una gran risposta di pubblico, con noi che ci divertiamo sul palco, amalgamandoci nella nuova formazione. Con i venticinque anni del complesso, esce "l' Altro Dio..." , una sorta di "the best". Prodotto da Frank Nemola, il disco vede la partecipazione di vari ospiti, trà i quali i Modena City Ramblers, Cisco, Emidio Clementi e Gianluca Morozzi. Poi siamo già ai giorni nostri, con il concerto al Covo di domani sera!2001 la Fridge Records pubblica un cd compilation in ricordo di Pugnaro, deceduto in un incidente stradale. Gli Avvoltoi partecipano con "La Follia". Nel 2005 esce il singolo "Impazzivo Per Te",primo lavoro da solista del cantante degli Avvoltoi, Moreno Spirogi. Contemporaneamente il gruppo torna a calcare le scene, esce "Lucifer Sam" per una compilation della Teen Sound, . Il 2008 è un anno cruciale, escono 2 singoli "Gianni/Non Voglio Pietà" per la Teen Sond e "I Capelli Lunghi/E Voi, E Voi, E Voi" con il Grande Gene Guglielmi, con il quale si instaura una collaborazione artistica. I concerti della band sono sempre più infuocati e in poco tempo si torna a parlare degli Avvoltoi, forse più che mai... 5- Da dove
nasce il nome "avvoltoi"? Il nome Avvoltoi nasce un pomeriggio nel quale ero
con il chitarrista sui colli, con il suo maggiolone azzurro... a vedere
il cielo, dovevamo cercare un nome per il complesso, rimanendo comunque
legati al contesto storico musicale. All' inizio eravamo innamorati del
beat italiano, pensa che all' inizio ci vestivamo e vivevamo quel
periodo. Stavamo cercando un nome che facesse parte di questo movimento,
all' epoca c' erano i Dik- dik, i Corvi, i Camaleonti, cercando e
pensando, ci è venuto in mente il nome Avvoltoi, che alla fine ci
stava. Se vai a vedere l' avvoltoio come animale fà schifo, è brutto,
mentre nei fumetti è molto buffo, pensa al Libro della Giungla, i
quattro avvoltoi che rappresentano i Beatles sono anche simpatici.
8':15'' 5- In un
gruppo si sa quanto sia importante il rapporto interpersonale; come ti
trovi con gli altri membri? Bella domanda! Guarda, all' inizio quando hai i tuoi vent' anni, con i tuoi coetanei parli la stessa lingua e non sei ancora immerso nel mondo delle mogli, lavoro e altro, quindi si suona e ci si diverte. Nel nostro caso ci fanno un contratto, non eravamo un granchè, quindi ci viene imposto un cambio di formazione, cosa che fà star male un po' tutti. Per esempio adesso si fà più fatica: siamo tutti intorno ai quarant' anni, abbiamo famiglia, chi ha i figli, il lavoro e altro: siamo sempre dietro a cambiare formazione, con abbandoni e ritorni, come una grande famiglia allargata. Bisogna fare i conti con il fatto che con gli Avvoltoi non ci campi, quindi hai per forza bisogno di fare un' altro lavoro, poi bisogna fare i conti con i concerti, le prove e le uscite, tipo a volte anche due all' anno. Però in questo via vai di gente c' è anche un lato positivo: ogni volta che qualcuno torna, porta qualcosa che prima non aveva, c' è un ampio e vero scambio di esperienze e idee. 6- Come
nascono le vostre canzoni? avete un paroliere o fate tutto in balotta? In genere i testi li scrivo io, cose leggere, per essere meglio in tema con il genere che facciamo. C' è la spensieratezza e l' ingenuità di quegli anni, adattati ai nostri anni che passano. Per le canzoni, magari ci si trova in coppia, uno ha un' idea e ce la si scambia, c' è un confronto costruttivo, che poi viene elaborato e proposto in sala prove. In genere sono storie prese dalla quotidianità, con uno sfondo comunque solare e positivo; mi piacerebbe infilarci qualche momento di riflessione, tipo Giorgio Gaber, che mi regalava emozioni e mi faceva pensare. 7- Come
riesci a far convivere impegni musicali e famiglia? Come coesistono? Spesso la mia compagna Beatrice e mia figlia Coraline vengono ai concerti della band. In tutti i casi, non siamo una band da tour mondiali, si fanno una/ due date, poi si torna a casa, in studio due volte a settimana, a seconda degli impegni, ci si riesce comunque ad organizzare. E' anche vero che, nel corso degli anni abbiamo perso pezzi, a causa di morose/ mogli, impegni di lavoro. 8-
Raccontaci di te, magari un aneddoto curioso o molto importante. Sono soddisfatto della mia carriera che oltre agli Avvoltoi, mi ha regalato anche un progetto personale, lo "Spirogi Circus", durante il quale abbiamo suonato anche con la Rettore ed Eugenio Finardi, oltre ai Gang e ai Modena. Pensa che una volta andammo in diretta con la Rettore da Cucuzza! Ad un certo punto chiesero ad Antonella di fare dei brani che lei non voleva eseguire: si era evidentemente rotta di fare sempre "Cobra", "Lamette". Successe un gran casino, con lei che se ne andò urlando, io che la andai a riprendere, poi la serata proseguì senza intoppi. Con Finardi... è stato un' onore suonare con lui. Ci sono un sacco di altre storie, anche perchè ovviamente suono negli Avvoltoi, faccio il dj, ho avuto un' etichetta ho organizzata Scandellara Rock, lavoro in radio. Pensa che spesso incontro gente che mi saluta: "Ma dài, sei Moreno!" Io aspetto sempre quale Moreno, "Moreno degli Avvoltoi"? "Moreno il dj"? Ho dedicato la mia vita alla musica, ho avuto anche un negozio di dischi, ma è durato poco, tipo Nick Hornby in "Alta Fedeltà". Mi trovo adesso, a quasi quarantacinque anni, a non poter far altro che lavorare nella musica, nonostante non ci si campi bene, ma è un lavoro stimolante. E' un lavoro che, nel presente và bene così, nel futuro non si sà, vediamo come procede. 9- Che
musica ascolti? E in che modo influisce nel tuo lavoro? In realtà ascolto un po' di tutto, ovviamente ho delle cose che mi fanno venire i brividi, che mi commuovono e altre meno. Ho una collezione di dischi. Nasco con la musica punk, il post- punk, la new- wave, quella ricercata, che vanno poi a formare il mio back- ground culturale. Pensa che a casa ho anche un cofanetto di gruppi Liscio, di musica classica. 10- Di libri
ne leggi? Quali? Sono un grande Morozziano, ho tutto di lui. Leggo libri musicali, facendo il dj e lavorando in radio, mi piacciono e mi servono professionalmente. Un giorno scriverò un libro, credo. In Italia mi piaciono molto Andrea De Carlo, Emidio Clementi, proseguendo con i classici. 11- Per che
squadra tifi? (intona un coro) "Rosso- Blu! BOLOGNA ALE'!" Sono stato per anni abbonato, andando anche in trasferta, ho conoscenze nei Mods come negli Ultrà. Ogni tanto andavo in trasferta con i miei genitori. Mi ricordo un bellissimo Milan- Bologna, che c' era Rivera, finì 0 a 0, mi sembra '79/ '80, che il Milan vinse lo scudetto e noi ci salvammo. Fino a quì una trasferta come tante, ma allora si andava via con il pullman degli Ultrà, ed era pericoloso, ci si menava a manetta con le altre squadre; pensa te che due anni fà son venuto a sapere che i miei mi pedinarono per tutta la trasferta, per vedere cosa combinavo, fù la mia prima trasferta da solo. Era il periodo dei grandi gemellaggi, con Milan, con al Roma. Pensa che ricordo un Bologna- Cesena con tifosi cesenati in curva Andrea Costa con le sciarpe bianco- nere lì tranquilli che chiacchieravano. Adesso il calcio moderno, senza entrare nella retorica, mi ha veramente stufato, se vado allo stadio, o mi guardo una partita, non mi godo lo sport perchè penso a tutto lo schifo che c' è dietro. Ho in mente il calcio vecchio, di una volta, quello odierno mi fà vomitare. 12- Il tuo
sogno nel cassetto? I sogni li ho già spesi... nel senso che sogno sempre, ma i Sogni nel cassetto, quelli con la ESSE maiuscola... quel cassetto lo si apre a vent' anni, adesso a quarantacinque, è già aperto da un pezzo. Dopo c' è la disillusione, non hai più i sogni, ma qualcosa di più concreto. Nonostante
quello che trasudava dalle pareti della sala prove, è venuta risultata
una bell' immagine dell' artista Moreno Spirogi, del gruppo degli
Avvoltoi, e della musica anni '60. Attendiamo con ansia l' album nuovo,
per rivivere qui mitici anni.
Siamo nel 1989 e il gruppo decide di cambiare formazione, la Contempo decide di far entrare i ragazzi in studio per il nuovo album.
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di GRAZIANI
MARCO In questo venerdì, dove si fà purtroppo viva la consapevolezza che questa estate, la seconda, del secondo decennio, del terzo millennio d. C., sia ormai agli sgoccioli, il popolo bolognese accorre in massa in un locale in zona San Donato, un Covo per artisti e appassionati di arti liriche e scritte. In questa serata il primo avvenimento è la presentazione del libro" Festival Beat" edizioni Tsunami di Luca Frazzi. Di Fidenza, l' autore presenta il suo ultimo lavoro letterario, dove tratta di un festival itinerante di musica beat anni '60 giunto ormai alla sua 19a edizione, coadiuvato dallo scrittore felsineo Gianluca Morozzi. Il libro ha l' obiettivo di mettere nero su bianco gli avvenimenti, le emozioni e i ricordi di quei 18 anni di festival, con l' intervento di varie persone che a quel festival ci sono stati, come artisti, addetti ai lavori o come appassionati, il tutto corredato con numerose foto a colori e locandine. Il secondo evento della serata, è la presentazione dell' EP della cantante romagnola Elisa Genghini, intitolato "Le Briciole del Pasto Consumato". L' esibizione acustica serve a scaldare gli animi, con le quattro canzoni del cd.
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Lightning Dust, Hanabi – Marina di Ravenna Come quegli assassini che tornano sovente sul luogo del delitto, molti musicisti ritornano sulla spiaggia di Marina di Ravenna, e quando non possono farlo con la band principale lo fanno con quella “complementare” come nel caso di Amber Webber e Joshua Wells, mentri di Black Mountain e Pink Mountaintops di Mr. Stephen McBean ma qui col proprio progetto Lightning Dust. Del resto nel luogo ritenuto da loro più cool al mondo, come non far ritorno in una serata di tarda estate? I Lightning Dust han poco da spartite coi Black Mountain, forse qualcosa di più coi secondi, non c’è sezione ritmica ed il suono è creato da violino, chitarre, viola e tastiere, un qualcosa di molto più intimo ed acustico, non si raggiungono le vette delle summenzionate band ma dal vivo l’emozione del concerto è stata forte. Senza album da promozionare, largo a quanto di meglio gli artisti ritenevano di proporre al pubblico non numerosissimo ma in totale trasporto, da Highway che ha aperto il concerto passando per I Knew, When You Go fino al termine con una emozionante Take It Home che chiude anche la seconda e ad oggi ultima fatica dei nostri. Da notare come qui la voce di Amber Webber sia risultata più profonda ed intensa rispetto ai dischi (peraltro un po’ monotona in quel frangente), quasi ad inerpicarsi per le terre amiche di Margo Timmins. Ultima data del tour, non c’è fretta ed allora ci stanno pure 2 brani fuori scaletta a suggellare una serata che sembrava quella di un ordinario concerto ed invece si è tramutata in un piccolo evento di culto. Luca Cocchi Foto di Claudio Carletti |
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............ sulla serata a Medicina dei Rito Pagano - 24-09-2011 Graziani
Marco |
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DNA concerti
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