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SPAGNA
ANDALUSIA 2005
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ANDALUSIA, AGOSTO 2005

Alhambra
Se per tutti noi
italiani il 1492 è l’anno della conquista dell’America da parte di
Cristoforo Colombo, in Spagna ma soprattutto in Andalusia il 1492 è
l’anno della riconquista. Il 2 gennaio 1492 le truppe cristiane
costrinsero alla resa l’ultimo emiro nasride Boabdil e riunificarono
la penisola iberica. Ma 8 secoli di dominio hanno lasciato molte tracce
e l’Andalusia è ora terra piena di meraviglie arabeggianti. Granada,
capitale della medesima provincia non è certo solo Alhambra e
Generalife, ma queste 2 meraviglie si stagliano su tutto. Per visitare
la Alhambra
in estate è meglio armarsi di pazienza, magari scegliendo gli orari
dove il sole picchia forte e le carovane di turisti cercano ombra e
leccornie culinarie. Il biglietto costa 10€, si può fare quello
valido fino alle 14 oppure quello per il pomeriggio, una volta entrati
potete rimanere tutto il tempo che volete, ma l’accesso al palazzo dei
Nasridi ha un’entrata vincolata alla mezz’ora riportata sul
biglietto. Una volta entrati potete però rimanerci a piacimento. Dire
che sia una meraviglia è talmente banale che non resta altro da fare
che goderselo nella maniera migliore. Altra visita è quella dell’Alcazaba,
la zona dei bastioni e delle torri che fungeva da roccaforte del
complesso.All’interno del complesso, nel quale non centra nulla, si
trova anche il palazzo di Carlo V, all’interno del quale potete
trovare 2 musei ed un cortile dove d’estate vengono allestite opere
teatrali solitamente prese da testi di Garcia Lorca. Prima di terminare
la visita è tempo del Generalife, luogo di giardini, fontane sentieri e
cortili, una specie di residenza estiva dove l’acqua la fa da padrona.
Per visitare tutto il complesso servono almeno 4 ore, sempre che non
incontriate troppa gente sul percorso e che il caldo non vi sciolga. Per
rimanere su architetture arabe, vale la pena perdersi nel quartiere del
Albayzin, che seppur ricostruito è molto interessante. Pieno di
stradine, sentieri, viuzze dall’aspetto casuale, nasconde un’infinità
di cose interessanti, dal palazzo di Dar-al-Horra (madre di Boabdil) al
Bañuelo, dalla Colegiata del Salvador al Convento de S. Isabel
la Real
, per arrivare al mirador San Nicolas da dove avrete una delle migliore
viste sulla Alhambra. E’ un susseguirsi di salite e discese, mettetevi
scarpe comode e non cercate di velocizzare il passo, la magia del
perdersi nelle viuzze vi ripagherà un eventuale ritardo della cena o
del pranzo. Per chi ne avesse voglia si può arrivare fino alla chiesa
di S. Miguel Alto passando per le grotte un tempo abitate dai gitani ed
ora terra di hippy alla ricerca di esperienze bucoliche. Sconsigliano il
percoso di notte, io ci son stato di giorno e non ho avuto nessun
problema con gli abitanti delle grotte. Per chi avesse tempo da qui si
può raggiungere il barrio del Sacromonte, al culmine del quale si trova
la omonima Abadia. E’ visitabile (3€) con visita guidata, ed è di
un certo interesse. Nel barrio che avrete passato per arrivare qui
troverete svariati locali dove di notte imperversa il flamenco, ed anche
il Centro de interpretacion de Sacromonte (4€, si può fotografare),
un museo all’aperto per rivivere l’ambiente di un tempo. Sempre qui
durante l’estate vengono proiettati i più interessanti film della
stagione (2,5€) in un ambiente che rinfresca e permette di rifiatare
dal caldo della giornata. Nei paraggi è pieno di localini dove fermarsi
a bere e mangiar tapas (qui sono anche più economici che in centro, di
media 1,2€ a bevuta+tapas).Per rimanere su caratteristiche arabe, non
va dimenticata calle Caldereria nueva dove potrete gustare ogni tipo di
tè, infuso o succo aromatizzato con un buon narghilè (l’accoppiata
costa di solito sui 4€), ma se volete bevande alcoliche sappiate che
in questo tipo di locali non vengono servite. C’è però da dire che
al termine del paseo de los tristes alcune teterie sono a fianco di cafè
che servono alcolici, ed i proprietari non fanno storie se vi mettete
con 2 tavolini a fianco.E’ anche zona di ristoranti arabi, negozi con
oggetti del luogo e per gli appassionati di un negozio di commercio
equo-solidale, dove uno dei gestori potrà erudirvi approfonditamente
sulla storia della Spagna dal franchismo a Zapatero. Lasciati gli
splendori di origine araba, c’è ora da visitare quanto la riconquista
ha lasciato a Granada. La prima cosa da vedere è senz’altro
la Capilla Real
, il più importante edificio cristiano della città (3€, vietato
fotografare).Qui si trovano le bare della coppia reale, Ferdinando e
Isabella, oltre a quelle di Juana la loca e di Miguel (primo nipote
della coppia). Le bare sono in una cripta sotto le relative statue, la
cappella è comunque un luogo da vedere con attenzione ed ha annessa
nella sacrestia una raccolta di quadri di origine fiamminga. A fianco
potete trovare al Cattedrale (3€, si può fotografare) di stile
gotico-rinascimentale.Da notare le sontuose porte e i grandi organi, ma
nell’agosto 2005 una parte era in ristrutturazione.Vicino a questi
monumenti si trova
la Alcaiceria
, il vecchio mercato arabo, un dedalo di vie strette e piene di
negozietti che hanno tutti le stesse cose a disposizione di turisti con
poca curiosità e poco tempo. Se volete prendervi una pausa, nella
vicina piazza Bib Rambla o nella piazza de
la Trinidad
potete trovare svariati baretti all’aperto. Non saranno però
economici come quelli del Sacromonte o del Albayzin, ma comunque non
sono nemmeno parenti di quelli italiani.Appena un po’ più fuori del
centro storico sorge il Monasterio de San Jeronimo (3€, si può
fotografare), decisamente interessante per via di uno splendido chiostro
e della chiesa in stile gotico-isabellino. Se avete tempo e voglia di
farvi una camminata andate verso nord-ovest, incontrerete i jardines del
Triunfo attiugui ai quali sorge el Hospital Real (visitabile
gratuitamente) e dopo 15 minuti il Monasterio de
la Cartuja
(3€, non si può fotografare), dove svetta una imponente chiesa
barocca con un sagrato di innumervoli marmi colorati.Tra le altre cose
da visitare vi è il Corral del Carbon, adibito ora a luoghi per recite
teatrali e la casa museo del Tiro(gratis per gli europei comunitari,
1,8€ per tutti gli altri), che ospita una ricostruzione di casa tipica
e mostre fotografiche temporanee. Al tempo della mia visita vi si
trovavano foto in b/n di flamenco, la vera passione andalusa. A sud del
centro si trova al Huerta de San Vicente, la residenza estiva di Garcia
Lorca (1,8, visite solo guidate di circa 20 minuti, no foto) che si
trova ora all’interno del parco Federico Garcia Lorca, luogo adatta a
chi voglia fare un po’ di footing o riparsi nel verde senza dover
affrontare la salita del Sacromonte o della Alhambra. Finite le
escursioni, va ricordato che Granada è una città universitaria molto
viva, in centro è sempre possibile trovare locali dove bere qualcosa e
divertirsi, oltre a calle Candeleria nueva e al Paseo de los tristes, i
ragazzi locali se ne vanno di marcia nella notte soprattutto lungo calle
de Elvira. Va ricordato che qui le bevande sono molto economiche, quindi
girare più locali non porta ad un disastro finaziario.Inoltre le tapas
vengono sempre servite gratuitamente, non saranno abbondanti e
sopraffini come in altri posti dell’Andalusia comunque è un bel
andare. Se invece volete mangiare con quelle dovete chiedere una razion
o anche una mezza razion, hanno prezzi abordabili e prendendone di varie
tipologie riuscirete a farvi un ottimo spaccato di cucina del sud della
Spagna.
in Foto
Granada
Visitata in lungo e largo Granada, potete raggiungere in circa
1,20h la costa del sol. Il posto preferito della regione è Almuñecar,
che si raggiunge con i bus della Estrella Graells con 8,61€. Non
aspettatevi un mare caraibico, quando ci sono stato io ho trovato anche
l’invasione delle meduse. Qui la mattina non usa molto frequentare la
spiaggia, è facile però trovarvi chi vi ha passato la notte, là non
dicono nulla a differenza dell’Italia, ma potrete starci fino a tardi
visto che ristoranti e locali hanno i tipici orari da madrugada.E’ però
usanza dei ragazzi del posto trovarsi davanti ai chiringhitos con tutto
l’armamentario del bere preso durante il giorno nei locali più
economici. Ho visto anche un gruppo che si è presentato in piazza con
un carrello stile Coop pieno di bevande e noci di cocco che tagliate e
ripulite fungevano da pratiche ed esotiche coppe per bere qualsiasi
intruglio uno si potesse procurare. Io ero a Playa Tesorillo, un po’
fuori paese, ma il posto si trovava al di sotto di una torre fortezza
molto bella ed il luogo era presidiato da 2 locali che servivano da bere
e da mangiare in qualsiasi ora del giorno e della notte (occhio però
alle specialità di pesce perché il prezzo è riportato per
100 grammi
con nota molto in piccolo).Per chi vuole ritornare a Granada la domenica
sera è consigliabile prenotare il bus, perché tutto il mondo ha
quell’idea e si potrebbe non trovare posto.Il biglietto a/r non è
fattibile da Granada, occorre farlo una volta arrivati al mare. Una cosa
assolutamente da provare a Granada è l’ Hamman, noto a noi come bagno
arabo. Ne stanno sorgendo diversi in città, io sono stato a quello più
vecchio e tradizionale, vicino all’ufficio informazioni di Plaza Nueva.
Il bagno costa 13€, completo di massaggio 20€ e se volete rilassarvi
nella teteria c’è una combinazione completa a 22€, comprensiva di
una bevanda a scelta. Esperienza obbligatoria per chiunque voglia
godersi il clima del sud della Spagna.Per gli appassionati di
escursionismo, non lontano da Granada c’è una delle zone più belle
ed interessanti di tutta
la Spagna. All
’interno del Parco nazionale della Sierra Nevada si trova la zona de
Las Alpujarras. Qui si ritirano Boabdil e i suoi mori uan volta che
Ferdinando ed Isabella presero il controllo della Spagna, ed il luogo è
molto bello. Vi si trovano svariati sentieri, io ho scelto la zona di
Capileira per introdurmi all’interno del parco, arrivando da Granada
in bus fino ad Orgiva (5,21€) e proseguendo in autostop fino a
Capileira. Da qui, su indicazione del punto di informazione locale che
mi ha lasciato anche la guida dei sentieri ho preso il sentiero n°4, un
anello di 8km che mi ha portato fino al pueblito di
La Cebadilla. Per
arrivarci mi è stato consigliato di prendere il lato ovest del Barranco
de Poqueira, perché più facile da distinguersi e più impressionante
come scenari che si trovano di fronte. Arrivati a
La Cebadilla
si può oltrepassare la centrale elettrica continuando per il sentiero n°
3 che porterebbe fino al Rifugio Poqueira,per questioni di tempo si sono
fermato però sotto ad una spettacolare cascata decisamente imboscata.
Va lasciato il sentiero quando si inerpica, guadando il fiume sulla dx e
salire una costa che riporta un cartello con l’indicazione di Parco
Nazionale. Oltrepassato quello potrete scorgere la cascata. Rientrati a
Capileira si può visitare il paese, con svariati negozi che vendono
articoli in legno e cuoio, lavorazioni tipiche di qui. Il paese, come i
vicini Bubion e Pampaneira è decisamente turistico, quindi sarete in
visita assieme a numerose comitive che imperverseranno in ogni bar e
negozio. Godetevi i persorsi, lì i turisti latitano e le viste dei
pueblitos sono molto migliori, bianchissimi ed incastonati nel verde
della Sierra Nevada. Al pomeriggio il servizio di bus per Granada è
migliore, vi sono corse sia a metà pomeriggio che verso sera sia da
Orgiva che da ogniuno dei 3 paesi sopra menzionati. In meno di 3 ore da
Granada si può raggiungere la splendida Sevilla, o in treno o in bus
(17,10€, più numerosi dei treni). A Sevilla la temperatura cambia, il
giorno porta con se 45°, che anche se secchi si fanno sentire, e la
notte la brezzolina della Sierra Nevada è solo un lontano ricordo che
scivola nel rimpianto. Preparatevi quindi un programma di buon mattino
con siesta pomeridiana, sempre che abbiate necessario tempo per visitare
la città. La cosa che più salta agli occhi della città è la
cattedrale sorta nel luogo in cui fu edificata la moschea almohade nel
1100. Di questa non vi è più traccia, se non la torre della Giralda
alta più di 90 che fungeva da minaretto. La cattedrale ha orari un
po’ da interpretare per la visita, anche se la domenica pomeriggio la
visita sarebbe gratis, altrimenti servono 7€ per accedervi. Capita però,
come successo a me, che in periodi di specifiche funzioni le visite
siano sospese e si possa entrare solo in concomitanza delle
rappresentazioni religiose. In questo caso l’accesso vi sarà negato
con pantaloni corti, ma in compenso non pagherete nulla per accedervi.
Il problema diventa però che dovrete restare nel luogo della messa e
che
la Giralda
non sarà accessibile. Muoveti con tempo, a volte nemmeno gli uffici del
turismo hanno info in merito.Va detto però che solo la navata centrale
è interdetta, le laterali sono visibili e da lì si riesce a buttare un
occhio su quasi tutta la struttura.Vicino alla cattedrale sorge el
Alcazar(5€, si può fotografare), palazzo fortezza dalla storia
difficile, utilizzato un po’ da tutti i governatori che sono passati
da Sevilla.E’ difficile seguire un itinerario prestabilito per
visitarlo, ma lasciatevi comunque guidare dall’istinto ed entrate
nelle sue magnifiche sale arabeggianti che possono tranquillamente
rivaleggiare con quelle della Alhambra. Vi è però una parte ancora
adibita ad ospirate i reali di Spagna quando scendono in città che è
visibile solo quando libera e che necessita di un biglietto a parte
(3€, non si può fotografare). Qui la visita è ad orari prestabiliti,
sotto l’egida di un custode che controllerà ogni vostro movimento
mentre vi ascoltate la guida via trasmittente.Alla fine vi è
l’accesso ai giardini dove poter tirare un po’ di fiato nel caldo
della città.Immergersi per le vie centrali di Sevilla è uno
spettacolo, riparati dal sole dai tendoni che coprono il cielo si può
passeggiare tranquillamente scoprendo angoli incantevoli ed ovviamente
innumerevoli chiese, da quella del Salvador a quella de San Francisco, e
se avete tempo e voglia di affrontare una lunga camminata sotto al sole
lungo il rio Guadalquivir potete arrivare fino alla isla de
la Cartuja
all’interno della quale sorgono i futuristici padiglioni dell’Expo
1993 che diedero notorietà mondiale alla città. Nell’isola si trova
anche il Conjunto Monumental de
la Cartuja
, noto tra le altre cose per aver ospitato Cristoforo Colombo, e per una
trentina di anni le sue spoglie. Vi è una biglietteria, ma c’è da
dire che si riesce a visitare il complesso senza dover per forza
staccare il biglietto. All’interno oltre ad una chiesa, ad una
cappella ed ad un chiostro vi si trova una stranissa torre che richiama
la presenza di non ben identificate sette sataniche, ed incredibilmente
una fabbrica che nel XIX secolo produceva porcellana.Non vi sono mezzi
pubblici per raggiungere l’entrata, evitate fortemente di arrivarci
nel pieno del pomeriggio perché il sole potrebbe cuocervi.Ritornando
verso il centro città si trova
la Plaza
de Toros de
la Real Maestranza
, una delle più belle di tutta
la Spagna
ed assieme a quella di Ronda la più vecchia. Viene ancora utilizzata
per le corride, in tutta la città troverete le locandine con gli orari
e i toreadores impegnati, nei giorni che non c’è corrida è possibile
visitarla (4€, si può fotografare), ma il giro è breve con una
veloce puntata sulle tribune ed al museo. Meriterebbe un tempo maggiore,
ma in 20 minuti vi congedano ed il tempo non è sufficiente per vedere
locandine, trofei, abiti, leggere di miti e leggende e di tori che si
sono fatti giustizia dei loro aguzzini.A sud dei giardini del Alcazar si
trova Plaza de España, proprio sotto al Parco de Maria Luisa pieno di
sentirei panchine e baretti (dal lato opposto della stazione dei bus
direzione Granada e Malaga),caratterizzata da una lunga costruzione
porticata che riporta fatti a mosaici tutte le provincie spagnole. La
piazza è piena di canali e ponti con disposta nel mezzo una enorme
fontana. Fra le cose attualmente da evitare c’è
la Alameda
de Hercules, un viale con all’estremo 2 pseudo colonne d’Ercole. Se
il luogo non verrà ristrutturato evitate di spingervi fino a qui. Una
visione della cattedrale va fatta all’imbrunire quando le luci la
rendono magica, poi da lì sarà tempo di inserirsi nella movida
sevillana. La zona è piena di ottimi ristoranti a prezzi economici (un
menù completo costa in media dai 7€ ai 10€), se invece volete
lanciarvi in alcuni dove trovare specialità locali ricercate
difficilmente un piatto completo supera i 10€. Ma la zona è
conosciuta soprattutto per i locali di tapas, che a differenza di
Granada qui si pagano sempre. I prezzi possono variare da 1,5€ a
2,5€, se siete in molti potete però prendere la razion o la media
razion che si rivela più conveniente. Per dare un’idea, i posti che
abbiamo toccato noi sono stati
la Cerveceria Giralda
(sempre strapieno di gente, si mangia in piedi in mezzo a sevillani doc),
il bar Entrecalles (più raffinato a vedersi ma con specialità all’aglio-aliolì
superbe), la famosissima Bodega Santa Cruz (andateci preso, le tapas
finiscono in un attimo), il cafe bar Las Teresas (vecchio stile,
prosciutti appesi alle pareti, foto d’epoca con avventori tipo
Hemingway) e il trasgressivo
La Sagrestia
(con gamberetti all’aglio da giù di testa). Il vantaggio di Sevilla
è che si può fare una serata completa mangiando e bevendo per locali
spendendo 12€ di tutto, cifra ormai sconosciuta nella grandi città
italiane.In più nessuno si lamenterà se rimarrete a far casino per la
strada, qui è prassi comune che si possa restare lungo il Barrio de
Santa Cruz a ir de marcha hasta la madrugata.

Sevilla
Alcune info :
A Granada ero a dormire
presso Hostal jardines, Calle Jardines 8, pensione completa 25€ al
giorno
A Sevilla ero a dormire
presso Hotel Abril, Calle Hernandez, 25€ dormire on colazione a buffet
A Almuñecar ero a
dormire presso Hotel Tesorillo, playa tesorillo, 32€ solo dormire (ed
in agosto senza prenotare per una settimana intera è difficle trovare)
Quanto scritto è il
sunto di 13 giorni a Granada (per un corso di spagnolo), 2 ad Almuñecar
e
3 a
Sevilla.
Luca
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