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MESSICO - TOUR
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MELA Messico e nuvole
2003
FOTO VARIE
23-08-2003
E finalmente partiamo anche noi per le sospirate vacanze…..23/08
ore19,00Aeroporto di Bologna volo iberia per Città del Messico via
Madrid. Siamo eccitati e presissimi nella lettura della guida lonely
planet che sarà la nostra bibbia per i futuri giorni di vacanza, e non
solo per lo spessore.
VEDUTA CITTA' DEL MESSICO
Arrivo
a Città del Messico alle 6.30 del 24/08. Dopo aver recuperato i nostri
bagagli, anche loro arrivati sani e salvi, ci avventuriamo nella ricerca
di un taxi; la guida ci metteva in guardia dai taxi illegali in quanto
carissimi o pericolosissimi per i furti. Allora, noi ligi, cerchiamo un
taxi legale tra la folla dei tassisti illegali e arriviamo alla stazione
principale; dopo aver sistemato i bagagli e noi comodamente seduti sul
taxi ci informano del prezzo della corsa da li fino al centro storico:
450 pesos ( 1 euro =11,4 pesos) un vero furto ma ormai, stremati dal
viaggio e dal fuso accettiamo il passaggio. Capiremo più tardi che
bisognava cercare all’interno dell’aeroporto uno stand in cui
l’incaricato ci avrebbe dato un tagliando per il taxi, alla modica cifra
di 100 pesos. E via sul nostro “ bello e caro” taxi sfrecciando per le
strade di Messico City, ma non era la città più inquinata al mondo
?Zigzagando per le vie non troviamo un’anima viva e pochissime auto, ma
è Domenica e anche i messicani durante questo giorno si riposano; sarà
però l’unico giorno in cui il traffico non ci accompagnerà nella nostra
visita;è pur sempre una città che conta più di 20 milioni di abitanti.
ZOCALO
In
poco tempo riusciamo a sistemare i nostri bagagli all’hotel Washington
in avenida 5 de Mayo 54 per 190 pesos; purtroppo la nostra camera sarà
pronta solo dopo le 14 in quanto occupata. Ma noi non perdiamo tempo e
incominciamo il tour della città. La prima cosa visitata a Messico City
è lo zocalo una delle piazze più grandi al mondo con una altrettanto
grande bandiera; su questa piazza si affacciano importanti edifici, come
il palazzo nazionale e la cattedrale. Essendo Domenica ci sono messe a
tutte le ore affollatissime, capiamo subito che i messicani sono degli
attenti devoti alcune volte esagerati. La cattedrale, sia all’esterno
che all’interno, è maestosa ma un po’ decadente continuamente
restaurata, in quanto il suolo su cui si appoggia è molto morbido, in
questo luogo un tempo vi era una palude e gli effetti si notano su molti
edifici della città.
All’interno del palazzo nazionale, in cui vengono
ospitati gli uffici del presidente, si possono ammirare gli stupendi
murales di Diego Rivera, che illustrano la visione dell’artista riguardo
alla storia della civiltà messicana. Per poter accedere non si paga
nulla, ma bisogna portare con se il passaporto che verrà controllato
alla porta. Per avere una visione d’insieme della città, saliamo sulla
torre latino americana, e per 40 pesos a persona potrete vedere, se lo
smog ve lo permetterà, una bella visuale della città senza vederne però
i suoi confini. Sulla guida leggiamo che tutti i musei alla domenica
sono gratis, ma scopriamo che da un anno a questa parte la regola è
cambiata; continua ad essere gratis ma soltanto per i messicani, noi
turisti non abbiamo più questa agevolazione. Nonostante ciò il palazzo
delle belle arti è l’unico che continua ad essere gratis per tutti. E’
un bellissimo edificio in stile neoclassico progettato da un italiano,
all’interno tra marmi rosa e bellissime colonne in stile art decò ci
sono molti murales, il più importante e forse quello che mi ha colpito
di più è un murales di Rivera intitolato Uomo , controllore
dell’universo.
Ci spostiamo dal centro con il mezzo più economico
e veloce della città: la metropolitana; alla modica cifra di 2 pesos a
persona possiamo raggiungere ogni quartiere della città, è
affollatissima a qualunque ora del giorno e su di essa i venditori
ambulanti propongono la merce più disparata.
COLONNE A MYTLA
Arriviamo al bosco di Chapultepec e subito ci
immergiamo nella folla di messicani che frequentano il parco la
domenica; i sentieri principali sono costeggiati da molti venditori
ambulanti che propongono ogni più svariata merce, dalla frutta
aromatizzata al peperoncino, all’ imbracature per non perdere i bambini,
sembra una grande festa patronale dove tutti si divertono; all’interno
del parco polmone di Messico City oltre a svariati laghetti, uno zoo, ci
sono diversi musei, il più visitato e interessante è il museo nazionale
di antropologia; purtroppo non abbiamo potuto visitarlo perché le forze
ci venivano meno e dovevamo appropriarci delle nostra camera. Prima però
di lasciare il parco, abbiamo assistito davanti al museo nazionale ad
uno spettacolo di danza detto dei voladores, letteralmente volatori,
uomini che roteano attorno ad un palo appesi per le caviglie, che
scandiscono il tempo di discesa con una musica ritmata attraverso un
tamburo e dei fischietti.
Dopo aver riposato alcune ore, usciamo per una
breve cena frugale da pizza hut, non abbiamo le forze e la
concentrazione per la ricerca di un localino tipico, sarà per un altro
volta.
BAIA PUERTO ANGEL
Il giorno seguente (25/08), svegli di buon mattino
riprendiamo la nostra visita che si sposta nei dintorni di Città del
Messico, in quanto qualsiasi museo in città il lunedì è chiuso. La
nostra metà sarà Teotihuacan zona archeologica di particolare interesse.
Per raggiungerla prendiamo la metropolitana, che ci porterà fino alla
stazione degli autobus nord. Durante il tragitto conosciamo una coppia
di novelli sposini di Vercelli in luna di miele, per alcuni giorni
saranno nostri compagni di viaggio in quanto ci ospiteranno sulla loro
macchina, che hanno noleggiato. Prendiamo tutti insieme l’autobus, che
ci porterà nella zona archeologica per la cifra di 50 pesos a testa;
sembra di essere in gita e il nostro breve viaggio sarà allietato da
alcuni venditori ambulanti che si alterneranno nella vendita di ogni
tipo di cibo,( frutta tacos budini) e da un musicista non molto bravo.
La zona archeologica di Teotihuacan è conosciuta per le piramidi del
sole e della luna due costruzioni altissime da cui si può godere di una
splendida vista della zona; anche il museo che si trova all’interno,
conserva vari reperti storici che testimoniano la grandezza avuta in
passato di questo luogo. Ritorniamo nella metropoli, e per rigenerarci
un po’ passiamo le ultime ore del pomeriggio in un parco chiamato
Viveros: all’interno ci sono numerose persone che praticano jogging,
allietate da moltissimi scoiattoli che vivono nel parco. Nel tardo
pomeriggio un piccolo temporale ci costringe a rifugiarci in camera, ne
approfittiamo per riposarci. La sera usciamo per recarci nella zona rosa
il quartiere più elegante di Messico City. A parte i grandi alberghi e
numerosi ristoranti la zona non offre un gran che, mangiamo in un
ristorante molto elegante ma anche un tantino caro per gli standard
messicani e finiamo la sera in un pub dove suona un complessino
degustando la nostra prima tequila.
Ed arriva il momento di lasciare la metropoli per
raggiungere la città di Oaxaca (26/08).
Ci uniamo hai nostri amici vercellesi per
raggiungere la società di noleggio e prendere la loro auto.
Se volete noleggiare un‘auto in Messico mi
raccomando, non date mai la patente originale alla polizia che
eventualmente vi ferma, per poterla riavere in dietro dovrete pagare un
compenso in denaro.Dopo aver sbrigato l’iter burocratico, ci sistemiamo
noi e i bagagli sull’auto e via ; che divertimento cercare di zigzagare
nel traffico caotico di Città del Messico e riuscire ad imboccare
l’autostrada giusta. Finalmente, dopo circa un’oretta, ci rendiamo conto
che siamo sulla direttrice giusta; durante il viaggio ci sarà una tappa
intermedia alla città di Puebla.
Ci fermiamo in questa bella città coloniale, che
vanta più di 70 chiese ed alcune molto belle; alcuni edifici sono
decorati con piastrelle dipinte a mano e l’impronta spagnola si nota
moltissimo. Immancabilmente la piazza centrale motore della città si
chiama zocalo; il giardino pullula di persone e incominciamo a capire
cosa significa la siesta messicana. E’ dura ripartire ma ci aspettano
ancora parecchi chilometri, il paesaggio che incontriamo lungo la strada
è quello che mi aspettavo distese verdi punteggiate da moltissimi cactus
con continui sali e scendi della strada, sembra di essere
sull’ottovolante. Arriviamo ad Oaxaca verso le sei di sera e
l’immancabile temporale ci sorprende, ma dura pochi minuti. Dopo una
piccola ricerca, troviamo l’hotel S. Clara a 250 pesos.
La sera mangeremo in uno dei ristoranti che si
affacciano sulla piazza principale, che naturalmente si chiama zocalo.
Per tutta la sera la piazza è stata animata da messicani e turisti con
un continuo via vai.
VEDUTA MONT ALBAN
La
mattina del 27/08 decidiamo di visitare due siti archeologici nelle
vicinanze Mitla e Monte Alban. Mitla si trova a circa 50 km da Oaxaca,
ed è conosciuta per i mosaici pre-ispanici in pietra; mi aspettavo di
vedere un mosaico tipo i nostri, con tessere colorate che davano vita ad
un disegno invece sono dei pezzetti di pietra, tagliati in modo
particolare, che formano dei disegni geometrici che un tempo erano
colorati. Il sito è molto piccolino e a parte questi mosaici non è un
gran che.
Ma la piccola cittadina, offre un bel mercato di
artigianato locale e in più molti negozietti, che producono e vedono
mezcal, un tipo di tequila prodotta in una maniera particolare; il
divertimento più grosso è fare il giro di questi locali perché in
ognuna vengono servite moltissimi assaggi con il rischio di ubriacarvi.
Ripartiamo, un po’ allegretti, tranne il nostro guidatore che ligio non
ha assaggiato nulla, e la prossima metà sarà Monte Alban. IL sito è
molto carino, e ben conservato, ma la particolarità, è la spettacolare
veduta di Oaxaca e della valle circostante. Tutto intorno è di un verde
intensissimo ed il prato fa invidia a molti manti erbosi degli stadi. E’
bellissimo rilassarsi e distendersi su di esso e ammirare il cielo che
sembra così vicino, da poter lo toccare le migliaia di nuvole che lo
affollano. Ritorniamo nella cittadina e ci aggiriamo tra le vie,
scoprendo che Oaxaca ha moltissimi negozi di artigianato locale stupendi
e ci perdiamo nella loro scoperta. La sera immancabilmente ci ritroviamo
nello zocalo e proviamo un altro ristorantino che si affaccia su di
esso. Vengono ad allietarci la serata i mariachi, una sorta di musicisti
itineranti che suonano la musica tradizionale messicana; sono carini nei
costumi tipici locali, ma dopo un po’ troppo rumorosi da impedirci di
poter chiacchierare. Purtroppo arriva il giorno in cui ci dobbiamo
separare dai nostri amici, perché i nostri itinerari si dividono: noi ci
dirigeremo verso Puerto Angel e loro invece resteranno un altro giorno
qui, per poi ripartire per la baia di Huatulco.
MYTLA
28/08 E’ finalmente proviamo l’ebbrezza di un
viaggio con gli autobus locali; la partenza è prevista intorno alle
9,30, con un autobus di prima categoria. Purtroppo il viaggio sarà molto
lungo più del previsto, perché abbiamo sbagliato autobus, in quanto
questo farà un giro più lungo, per toccare molte più città; capiremo
poi, che solo gli autobus di seconda categoria fanno la strada più
corta, ma molto più tortuosa.Attenzione sugli autobus messicani l’aria
condizionata è sparata a mille ed alcune volte si raggiungono i 15-16
gradi, con il rischio di ammalarsi. Dopo un viaggio durato ben 10 ore
per raggiungere l’ agognata meta, dobbiamo scendere in una cittadina di
nome Pochutla e prendere o il taxi o la corriera locale. Puerto Angel è
un villaggio di pescatori dove non esistono banche né telefoni pubblici
ma solo la cabina vuota, l’unico mezzo di comunicazione è un internet
point nel bazar del paesino; sembra di essere in un posto dimenticato
dalla civiltà non certo da Dio. Scegliamo come nostra dimora la Casa de
Huéspedes Gundy y Tomas, un alberghetto spartano, ma molto delizioso,
con una zona soggiorno dove fare colazione, con una vista sul mare
impareggiabile (180peso la camera)
La sera aggirandoci per le 2 sole vie che
compongono il paese capiamo che oltre a cenare non esiste altro da fare.
Tutti i ristorantini, che in questi tre giorni di permanenza abbiamo
sperimentato qui, servono un ottimo pesce a prezzi stracciati, con viste
sul mare ineguagliabili.
Il giorno seguente (29/08) andiamo alla scoperta
della bella striscia di 2 km di sabbia chiamata Zipolite, non molto
distante da Puerto Angel;prendiamo il mezzo più economico, la corriera
locale che unisce tutti i villaggi circostanti ; è uno degli ultimi
posti del Messico in cui si può trascorrere il tempo sdraiati su
un’amaca, facendo il meno possibile e spendendo il meno possibile.
Su di essa si affacciano numerosi ristoranti e
alberghetti, tutti dotati di capannitos, dove appendere la propria
amaca. Attenzione però al mare che è letteralmente mortale, perché
caratterizzato da violente maree, correnti mutevoli e una forte risacca.
Il bagno è sconsigliato, ma ci sono alcuni abitanti del luogo, che si
sono improvvisati bagnini, che segnalano la pericolosità del mare,
attraverso una segnaletica costituita da bandierine, che a secondo del
colore verde giallo e rosso indicano la pericolosità del mare. Ma
l’attività principale, verso le 5 del pomeriggio, è ammirare i numerosi
surfisti che danno vita ad uno spettacolo bellissimo delle loro prodezze
in acqua.
Nel secondo giorno (30/08) a Puerto Angel siamo
diretti verso Mazunte, un’altra spiaggia più piccolina ma non per questo
meno bella,; qui si trova il centro ricerca della tartaruga, che non
abbiamo potuto visitare perché chiude piuttosto presto alle 16,30.
Nell’ultimo giorno a Puerto Angel(31/08) decidiamo di vedere le piccole
spiagge del villaggio, ma verso le 11,00 prendiamo la corriera che ci
porterà a Pochucla, per poi prendere l’autobus per Puerto Escondido.
Questa località è assai nota, grazie all’omonimo
film di Gabriele Salvatores, che ha portato gli italiani a scoprire la
bellezza del luogo, tante che molti di essi sono venuti qui ad aprire un
locale; infatti ci sono alcune pizzerie in cui la pizza non ha nulla da
invidiare alle nostre, e ristoranti dove si può mangiare i famosi
spaghetti alla bolognese, famosi solo all’estero. Tutta questa notorietà
ha portato a una più civilizzazione del luogo rispetto a Puerto Angel ;
non per questo è meno bella e la famosa Playa Zicatela, affascina ancora
molti surfisti, che come al solito spuntano con le loro tavole verso le
5 del pomeriggio, per esibirsi in numerose acrobazie, ovviamente il
bagno è proibito.
Il nostro rifugio sarà l’hotel Castillo de Reyes
molto pulito ampio e economico 180 pesos la camera.
Il cuore della città è una strada pedonabile
chiamato El Aldoquìn, dove si trovano moltissimi negozietti di souvenir
e molti ristoranti niente male che, si affacciano sul mare.
Durante la siesta sulla playa Zicatela, conosciamo
un pescatore del luogo di nome Margarito, che con fare molto simpatico e
l’ausilio di alcune foto, ci propone una gita in barca a remi su una
laguna qui vicino, alla scoperta delle bellezze naturalistiche; per
convincerci ci racconta di aver preso parte al film di Gabriele
Salvatores come guida, e di aver conosciuto i vari personaggi famosi del
film, come Diego Abatantuono; ma sarà poi vero? Decidiamo di
avventurarci con lui in questa impresa, prendiamo accordi sul prezzo,
175 pesos a persona, l’orario e il luogo di ritrovo l’indomani mattina.
Puntuale il giorno seguente Margarito viene a
prelevarci e a condurci alla laguna di Manialtepec , su una piccola
canoa a remi veniamo a conoscenza della fauna e della flora che popola
la natura circostante; è stato molto bello, sia il giro, sia la
chiacchierata con Margarito, se capitate da quelle parti cercatelo,
perché è un personaggio unico.
Il 2/09 sarà il nostro ultimo giorno a Puerto
Escondido, partiremo nella sera alla volta di Acapulco,ma durante la
giornata ci crogioliamo al sole su un’altra spiaggia Playa Angelito ; si
trova a 20 minuti di strada ed è molto più piccola della più famosa
Zicatela ma più sicura per i bagni.
commento catchweb
Margherito lo troviamo anche nel viaggio
di Alex a Puerto Escondido
Dopo
una notte sull’autobus, arriviamo di primo mattino alla famosa
Acapulco(03/09): subito rimaniamo colpiti dall’enorme traffico, che c’è
già di prima mattina, ed in tempi brevi troviamo alloggio all’hotel
Mariantonietta. Passiamo la giornata a gironzolare per la città, che
troviamo caotica rumorosa e per niente bella; i palazzi enormi si
erigono sulla spiaggia come funghi, e ci accorgiamo che l’uomo è
riuscito a distruggere una baia, che un tempo doveva essere deliziosa.
L’unico punto della città ancora vivibile è l’immancabile piazza
chiamata zocalo, dove si affacciano numerosi ristoranti, ma ancora più
caratteristico, sono i famosi Tuffatori di Acapulco. Sono dei
professionisti del tuffo, che a determinate ore del giorno, noi vi
consigliamo lo spettacolo al tramonto, si tuffano da 30 metri
nell’oceano sottostante,sia il luogo chiamato Quebrada che lo spettacolo
meritano di essere visti. Acapulco ci sembra avere due città in una, la
prima è l’Acapulco vecchia dove la vita scorre con i ritmi messicani, e
i luoghi sono conservati come un tempo, e l’altra è l’Acapulco dei
ricchi, dove un cocktail può costare come una cena, e la vita si svolge
interamente nei grossi palazzoni che si affacciano sulla spiaggia, ai
ritmi sfrenatissimi tipici americani.
Vogliamo scappare, ma diamo un’altra chance alla
città, e rimaniamo ancora un giorno, per visitare la isla della Roqueta;
per raggiungerla, basta prendere da playa Caleta una imbarcazione, che
ogni 20 minuti vi porta sulla spiaggia di questa piccola isola, che ha
mantenuto il patrimonio naturalistico intatto; da qui si può vedere
tutta la baia di Acapulco e capire come un tempo poteva essere un luogo
delizioso, per fortuna che qui tutto è rimasto immutato.
Ma il giorno dopo ripartiamo (05/09) e la prossima
tappa sarà Zihutanejo , una località nata per soddisfare le esigenze dei
turisti americani, che vengono qui perché meno caro e affollato della
famosa Acapulco. E’ ancora un villaggio carino ma in grande espansione
soprattutto per quanto riguarda gli alberghi, ne abbiamo visti diversi
in costruzione e ho paura che la bella baia possa essere contaminata dal
cemento.Le spiagge sono molto carine, ma un po’ anonime con tutti gli
stabilimenti balneari nati a ridosso degli hotel.
Non ci fermiamo un altro giorno perché vogliamo
arrivare a Playa Azul, un piccolo villaggio di pescatori, perché la
guida ci dice frequentata da soli messicani. (06/09) Per raggiungerlo
dobbiamo prendere un autobus fino Lazaro Cardenas, e qui prendere una
piccola corriera. Arriviamo nel villaggio, dopo 30 minuti di viaggio e
alloggiamo in uno dei 4 soli alberghi esistenti qui, Hotel Delfin per
250 pesos. Ci avventuriamo nel paese, che è formato da sole 4 vie
parallele, di cui una sola asfaltata, motore della città in cui tutto si
svolge li: c’è un piccolo mercato, alcuni ristoranti e molte
bancarelle che vendono souvenir, e tutto intorno solo baracche o case
che stanno in piedi per miracolo. Il mare è bellissimo, una distesa di
molti chilometri con onde altissime (evitate il bagno) e una miriade di
ristoranti che si affacciano sul mare, dove si può prendere il sole,
bere qualcosa o mangiare dell’ottimo pesce a prezzi stracciati. Il
giorno seguente, (07/09) era Domenica, la spiaggia si è riempita di
molti messicani che venivano a trascorrere il giorno di riposo;
moltissime famiglie con bimbi piccoli, che mi ricordavano le famiglie
italiane di alcuni anni fa, perché in spiaggia portavano le bevande in
un frigo e il caos che si formava intorno a loro era ineguagliabile.
ACAPULCO
Dispiace andare via, ma alla sera dobbiamo prendere
un altro autobus notturno per arrivare a Guadalajara. Arriviamo la
mattina dell’8/09 nella città della musica, definita cosi per gli
innumerevoli locali ,dove i musicisti mariachi si esibiscono. Prendiamo
una camera all’hotel Hamilton per 100 pesos a camera. La città si
presenta molto deliziosa, con una bella cattedrale centrale e 4 piazze
che la contornano, il traffico è meno intenso e mi sembra che la gente
sia più distesa e meno stressata rispetto a Città del Messico. Mi
sembra una città più europea che messicana. Purtroppo non riusciamo a
godercela a pieno, perché piove per molte ore al giorno soprattutto il
pomeriggio. Ci accorgiamo degli innumerevoli negozi di strumenti che vi
sono, non a caso è la città della musica; c’è anche una piazza dedicata
ai mariachi dove si esibiscono tutta la sera. Rimaniamo ancora un giorno
per vedere se la pioggia diminuisce ma nel pomeriggio ancora non da
tregua e allora decidiamo il giorno 10 di ritornare a Messico City.
L’indomani partiamo per una gita fuori porta nella città di Taxco,
capitale dell’argento; e dopo 2 ore di pullman arriviamo in questa
bella cittadina abbarbicata sulle pendici di una collina, percorsa da
strette vie acciottolate che serpeggiano tra edifici cadenti, facendola
apparire come un piccolo formicaio ; il centro del paese è sempre
l’immancabile piazza centrale di nome zocalo su cui si affaccia la
cattedrale; la sua facciata è decorata secondo lo stile churrigueresco
rendendola sontuosa ma un po’ troppo esagerata. Ma la peculiarità di
questo paese sono gli innumerevoli negozi di articoli d’argento; infatti
abbiamo passato tutto il pomeriggio a gironzolare per le botteghe.
Verso le 5 del pomeriggio riprendiamo l’autobus del ritorno, con un bel
bottino. E siamo arrivarti all’ultimo giorno di permanenza (12/09) che
spenderemo per visitare due attrattive della città poco conosciute; la
prima è la casa museo di Diego Rivera e Frida Kalo: una costruzione un
po’ sui generis perché sono due appartamenti distinti in cui in uno
viveva Rivera e nell’altro Frida uniti solo da un piccolo balcone che
metteva in comunicazione il grande terrazzo; qui vissero per alcuni anni
i due pittori prima di divorziare anche se alcuni anni dopo si
risposarono Frida non tornerà più ad abitare questa casa, solo Rivera
rimarrà qui fino alla fine dei suoi giorni. L’altra attrattiva della
città sono i giardini galleggianti di Xochimilco che si trovano a 20 km
dal centro, sembra quasi di essere anni luce dal traffico caotico di
Messico City e invece siamo sempre nella stessa città; il grosso
quartiere sembra più un paesone dove tutto scorre con un altro ritmo, ma
la particolarità sono proprio i giardini una sorta di Venezia immersa
nel verde; infatti si tratta di un una laguna, dove si intrecciano i
canali sulle cui sponde nascono i giardini e le serre, dove gli
abitanti coltivano piante e fiori. Saliamo sui uno dei grandi barconi
coloratissimi ( giro breve 100 pesos) che si trovano in uno degli
imbarcadero e pigramente scopriamo uno dei canali; qui i messicani
vengono soprattutto la domenica e le feste per mangiare e fare baldoria
purtroppo noi siamo capitati qui di venerdì e tutto questa baldoria non
l’abbiamo trovata. Veniamo però assaliti dalle numerosissime
imbarcazione che vendono qualsiasi cosa: fiori generi alimentari,
bevande ma anche mariachi che offrono serenate e fotografi che vogliono
immortalare il momento, se avessimo dato retta a tutti avremmo speso un
capitale.
ZACATELE
E’ l’ultima sera che noi rimaniamo in Messico e la serata si
preannuncia molto vivace nella grande piazza di Città del Messico
perché fra tre giorni sarà la festa di indipendenza messicana molto
sentita dalla popolazione; tutta la piazza è addobbata con luci bandiere
e soprattutto brulica di gente che viene ad acquistare dai venditori
ambulanti tutto ciò che le servirà per fare baldoria: bandiere
fischietti sombrero ecc.. Noi per ammirare meglio la piazza saliamo
sulla terrazza dell’Holiday Inn dove si ha una visuale veramente
spettacolare, mangeremo una squisita cenetta, ma la malinconia ci assale
abbiamo passato dei giorni bellissimi qui in Messico, non ci
dimenticheremo mai delle bellissime spiagge dell’oceano pacifico ancora
poco conosciute dal turismo di massa, ( e speriamo ancora per lungo
tempo) dell’atmosfera che si percepisce a Puerto Angel Zipolite Mazunte
Playa Azul ultime frontiere dove l’uomo vive ancora secondo natura; di
playa Zicatela a Puerto Escondido dove i surfisti danno spettacolo
delle proprie prodezze; dei tuffatori che sfidano il mare tutti giorni
in un angolo rimasto intatto della turistica Acapulco; del patrimonio
culturale fatto dai numerosi siti archeologici che ci fanno rivivere i
fasti delle antichità; dei messicani, gente per la maggior parte povera
che però con una grandissima dignità vende agli angoli delle strade
quello che lei produce; ed infine Messico City la megalopoli più
inquinata del mondo ma che nasconde moltissime facce che a poco a poco
siamo riusciti a scoprire. Ci dispiace andar via anche perché avremmo
voluto partecipare a questa grandissima festa ed assaporare l’atmosfera
di gioia che questa gente sa sprigionare nonostante tutti i loro
numerosissimi problemi. Ed i sabato della partenza è arrivato, il nostro
aereo parte alle 12 ed arriviamo in aeroporto verso le 10 prendendo un
taxi questa volta a soli 100 pesos, la lezione l’abbiamo imparata!
Adios Messico grazie di averci lasciato scoprire le tue bellezze.
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