Le ultime dall'Australia
di Mastaz 10/01/2004
Appunti di viaggio: da Townsville ad Airlie Beach
A parte chi intende lavorare nelle fattorie per la
raccolta della frutta, la strada a sud di Townsville viene
normalmente percorsa tutta d'un fiato. Le cittadine
agricole Ayr e Bowen vengono utilizzate come soste
momentanee, con la seconda che si distingue per i murales
che ne raccontano la storia dalla fondazione. L'obbiettivo
di tutti è arrivare ad Airlie Beach il prima possibile,
per poter usufruire della sua ampia gamma di offerte.
Airlie Beach si potrebbe definire un divertimificio, come
si può dedurre dallo slogan nei cartelli all'ingresso: la
città resort. Tutto è fatto per intrattenere i turisti, ma
i numerossissimi ostelli e resorts offrono immancabilmente
cose come chitarra bar (piano bar fatto con la chitarra:
triste), animazione da villaggio turistico (stupida è dire
poco) e gare di maglietta bagnata (beh, se fossero gratis
se ne potrebbe parlare).
Fortunatamente questo è anche il punto di partenza per
visite alla barriera corallina e per il celebre arcipelago
delle Whitsunday Islands. Come in tutto il Queensland,
anche qui è quasi impossibile evitare i tour organizzati;
ce n'è una miriade, con gli ostelli che fanno a gara per
offrire pacchetti convenienza. A guardarci bene le
differenze sono minime, ma qualche volta capita di
incappare in qualcosa di realmente conveniente. Airlie
Beach è anche il paradiso dei velisti, che vengono
appositamente per circumnavigare le isole. E' possibile
visitarle in un giorno con barca a motore, in 2/3 giorni
in barca a vela (le "party boats" organizzate dai resorts)
o, se si ha più tempo, trovare nella bacheca del porto
offerte private.
L'arcipelago delle Whitsunday si compone di decine di
isole, alcune minuscole e altre, come l'isola che ne dà il
nome, di dimensioni notevoli; molte sono fruibili solo dai
clienti dei resorts creati sulle stesse, ma anche le poche
accessibili a tutti bastano ad appagare lo sguardo. Acque
cristalline, coralli e pesci colorati a volontà,
vegetazione rigogliosa e sabbie bianche, sono veramente
visioni paradisiache, tanto che la più famosa spiaggia
dell'isola principale è stata chiamata Whitsunday Beach.
Per darvi un'idea dei costi, si và da $ 80/90 per le gite
di un giorno a qualche centinaio per quelle più lunghe
(dipende dai giorni e dalla barca). Altri $ 80 ben spesi
sono quelli per visitare la barriera corallina.
Occorrono più di 2 ore alla nave, per percorrere gli 80 km
che separano la barriera dalla costa; si giunge poi ad una
piattaforma che offre varie possibilità. C'è uno schermo
gigante che permette di vedere l'abitat circostante (sorta
di acquario vivente), un'imbarcazione semisommergibile con
cui si può vedere da vicino la barriera, ma soprattutto ci
si può tuffare.
Personalmente non le gite con decine di turisti, ma in
questo caso, una volta entrato in acqua, sono rimasto
folgorato al punto da non voler più uscire. Potere
osservare da vicino gli incredibili colori dei coralli,
attorniato da pesci di ogni forma e colore, è stato per me
un'emozione unica, tanto da farmi dimenticare tutte le
altre persone. Permettetemi di chiudere con una piccola
digressione. Non avendo spiagge bellissime, Airlie Beach
si è dotata della solita laguna artificiale anti meduse e,
proprio qui, mi è balzato all'occhio un esempio del perchè
gli abitanti del Queensland sono la barzelletta
d'Australia.
Mentre prendevo il sole, ho notato 3 addetti
dell'amministrazione cittadina intenti a pulire la
camminata di cemento ai bordi del prato. L'operazione
consisteva nel soffiare l'erba e lo sporco a lato (e non
aspirarli o raccoglierli!), cosa oltrettutto inutile visto
l'usuale vento forte; inoltre solo un addetto era fornito
della macchina soffiatrice, gli altri facevano da scorta
(???!!).
Se questa non è l'applicazione pratica della barzelletta
dei 4 carabinieri per svitare una lampadina.......
Mastaz |
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