
Appunti di viaggio:
Alice Springs e
Uluru/Ayers Rock
Per quanto disti piu' di 400 km da Ayers Rock, Alice
Springs viene usata come base di partenza per le
attrazioni del deserto centrale.
E' una citta' moderna e discretamente vivace ma non
particolarmente attraente, i cui luoghi di interesse sono:
la terza stazione del telegrafo esistente nella linea
Adelaide/Darwin, due o tre belvedere in cima a collinette
ai margini della citta', un giardino botanico con piante
desertiche e il Todd River, che ha la particolarita' di
essere quasi sempre asciutto.
Per questa ragione una volta all'anno viene organizzata
una regata nel fiume, con imbarcazioni senza fondo, in cui
gli equipaggi devono correre anziche' navigare.
Per mia sfortuna ho dovuto lasciare Alice Springs proprio
il giorno della gara, che dicono essere molto divertente,
se non volevo trascorrere altri 5 giorni senza fare niente
(questo e' il rischio del dover cercare compagni di
viaggio per dividere le spese).
Alice Springs e' anche il luogo dove mi e' parsa piu'
evidente la non integrazione degli aborigeni, con
australiani bianchi e turisti indifferenti al problema e
aborigeni malconci e spesso arrabbiati (non sono rari
racconti di turisti che hanno avuto brutte esperienze).
A est e a ovest della citta' si sviluppano le catene
montuose Macdonnell Ranges, luoghi pieni di gole a
strapiombo e paesaggi desertici. A parte con tours
organizzati, vi si puo' andare con la propria macchina
(possibilmente fuoristrada) o, ad esempio nella parte
ovest, a piedi.
Nella Macdonnell Ranges (west) e' infatti possibile
percorrere l'interminabile Larapinta Trail, un sentiero di
oltre 200 km diviso in 13 sezioni. E' possibile comunque
seguire solo alcune sezioni per gite da uno a piu' giorni,
a patto di portarsi cibo e acqua in abbondanza e, se non
si vogliono utilizzare i mezzi pubblici, ritornare in
citta' chiedendo un passaggio sulla Larapinta Drive.
Dopo avere fatto il pieno di carburante (anche ad Alice
Springs il prezzo e' buono), via verso il tanto atteso
Uluru/Ayers Rock. Dopo 5 ore di macchina si arriva
all'ingresso del parco ($ 16.25) con nelle immediate
vicinanze un mega resort di lusso, che e' anche l'unica
possibilita' di alloggio.
Perfino i posti tenda sono costosissimi ma, se si vuole
fare i furbastri come me e i miei compagni di viaggio,
entrando dopo la chiusura della reception e ripartendo,
come tutti, all'alba per vedere la roccia, e' possibile
trascorrere la notte gratis (ma e' pur sempre rischioso).
Per quante volte l'abbiate vista in foto e per quanti
turisti possa avere attorno, Ayers Rock cattura lo sguardo
fin dal primo momento e, percorrendo il sentiero di 10 km
che la circonda, e' impossibile non rimanere affascinati
dai colori, dalle increspature e dalla maestosita' della
roccia.
Anche se la percentuale e' in calo, sono ancora tanti i
turisti che scalano Uluru, ma comunque la si veda, dal
basso o dall'alto, rimane uno spettacolo unico.
Altrettanto affascinante e' risultata la visita di Kata
Tjuta/The Olgas, un gruppo di rocce a qualche decina di km
da Uluru e facente parte dello stesso parco nazionale.
Se The Olgas non hanno l'imponenza di Uluru, hanno pero'
una maggior grazia e il sentiero che passa attravarso
queste formazioni levigate, offre vedute spettacolari.
Come anche Uluru, The Olgas aumentano di fascino all'alba
e al tramonto, quando mostrano quelle particolari
sfumature di rosso che hanno reso entrambe famose.
A titolo di cronaca, dalle Olgas parte una strada che
conduce fino in Western Australia, ma e' talmente
rischiosa che prima di affrontarla e' consigliabile
informare i rangers.
Per dare un'idea basti dire che prima dell'ingresso c'e'
un cartello che informa:"Prossimo rifornimento 1.130
km"!!!
A tal proposito consiglio di rifornirvi di benzina nel
resort del parco in quanto, contrariamente alle voci che
circolano, il prezzo e' poco piu' alto che ad Alice
Springs e infinitamente piu' basso che nelle localita'
sulla strada.
Un'ottima alternativa di alloggio al costoso Ayers Rock
Resort e' la Curtain Springs Station, che dista 80 km dal
parco e offre campeggio gratuito (ovvio spartano) e docce
per $ 1.00; c'e' anche un bel pub, di quelli che ci si
puo' aspettare di trovare in mezzo al deserto.
Sulla via del ritorno ad Alice Springs, una deviazione da
non mancare e' quella che conduce a Kings Canyon (130 km
dalla Lasseter Hwy).
Vi sono bellissime vedute e gole con pareti vertiginose e,
se vi si arriva dal parcheggio principale, percorsi non
troppo lunghi e difficili.
Se invece si vuole seguire il Giles Track, conviene
partire da Kathleen Springs e percorrere i 22 km del
sentiero per poi arrivare alla fine nelle zone piu'
spettacolari. Il percorso in se' e' per la maggior parte
monotono, un lungo attraversamento del bush con qualche
sporadico punto d'interesse e, data la non particolare
difficolta', partendo di mattino si puo' fare in un
giorno.
Partendo invece piu' tardi bisogna registrarsi alla
stazione dei rangers (qualche km prima del Kings Canyon
Resort) e concludere il percorso in 2 tappe, campeggiando
liberamente lungo il sentiero.
A meta' cammino e' prevista un'area apposita ma e' mal
segnalata e non meglio di un qualsiasi altro punto; c'e'
da sperare che il clima vi sia d'aiuto, perche' a me, dopo
settimane di cielo terso e caldo terrificante, alla prima
occasione in cui ho dovuto dormire sotto le stelle, e'
inaspettatamente piovuto in testa (solita fortuna, eh?).
Se disponete di un fuoristrada, a una trentina di km da
Kings Canyon parte una scorciatoia sterrata (Ernest Giles
Rd.) che permette di risparmiare molta strada, se dovete
tornare ad Alice Springs; inoltre lungo questo percorso si
possono ammirare alcuni crateri formati da meteoriti.
Ma fate attenzione, molte macchine ci hanno lasciato le
penne.
Mastaz |
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