AUSTRALIA
Le ultime dall'Australia di Mastaz 28/04/03
"Alexandra's Project"
Perth 28/4/2003
Anteprima cinematografica ed incontro con il regista
Rolf de Heer (Bad Boy Bubby, The Tracker), uno dei piu' innovativi registi australiani, non ama ripetersi; quindi, dopo un film girato negli spazi aperti delle Kimberley Ranges, ha realizzato uno psico-thriller claustrofobico ambientato interamente in interni.
Steve (Gary Sweet) e' un comune manager che lavora in una non specificata citta' australiana.
E' il suo compleanno e, preparandosi per andare al lavoro, qualcosa nell'atmosfera familiare lo induce a credere che sia in preparazione una festa a sorpresa per la sera.
Intanto in ufficio un party di festeggiamento si conclude con una inaspettata promozione.
Impaziente di tornare alla ultraprotetta casa, posta in un classico sobborgo di periferia, Steve scopre con sorpresa che non vi e' nessuno.
Fino a che, girando per le stanze, non trova una videocassetta con scritto "play me".
In essa moglie e figli gli augurano buon compleanno e, rimasta successivamente sola, la moglie Alexandra (Helen Buday) inizia un invitante striptease.
Quando pero' Alexandra interrompe lo spogliarello per iniziare ad analizzare il loro matrimonio, Steve deluso e, al solito non curante dei colei pensieri, decide di mandare avanti velocemente il nastro.
Ma ad un certo punto.......
Con questo film lento ma intrigante, in cui i momenti di stasi sono forieri di colpi di scena inquietanti, Rolf de Heer ci regala un crudo spaccato della societa' moderna, le cui case "bunker" a prova di ladro non proteggono da piu' devastanti crisi intestine.
Interessante si e' rivelato anche il dibattito con l'autore, a conclusione di questa proiezione speciale.
Il regista ha infatti spiegato come l'idea iniziale consistesse in una donna che parla davanti ad una telecamera e come, partendo da questo presupposto, egli abbia poi cominciato a pensare alle ragioni che potevano portarla a cio'.
Ha anche spiegato come le efficaci prestazioni dei due protagonisti, si siano sviluppate grazie a metodi diametralmente opposti: se Helen Buday ha continuamente rivolto domande al regista, al fine di definire meglio il carattere del personaggio, Gary Sweet ha invece preferito rimanere il piu' possibile all'oscuro degli sviluppi della storia, in modo da reagire naturalmente alle sorprese della trama (quasi tutte le sue scene sono state ottenute con il primo ed unico ciak).
Assolutamente consigliata la visione di questo film a basso budjet, ma pieno di idee ed intriso di humor nero; una pellicola che dovrebbe arrivare nelle sale italiane, visto che e' stato co-prodotto dall'italica Fandango.
Mastaz
Salutoni dal Western Australia,

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