AUSTRALIA
Le ultime dall'Australia di Mastaz 21/03/03
- "PICNIC AD HANGING ROCK" 
 - "SYDNEY RD. FESTIVAL" and "SHAKE YER POPBOOMERANG" Melbourne
 - THE NECKS" at PRINCE OF WALES

"PICNIC AD HANGING ROCK" 23/02/2003
Poteva il vostro inviato agli antipodi sottrarsi dal visitare uno dei luoghi piu' celebri d'Australia, ovviamente no.
Seguendo le orme del romanzo di Joan Lindsay (e del film di Peter Weir), mi sono recato in questa localita' distante oltre 100 km da Melbourne, conosciuta non solo per il racconto della scomporsa di un gruppo di ragazze del liceo, ma anche perche' luogo sacro del popolo aborigeno chiamato Wurrenjerrie.
L'occasione e' stata particolarmente propizia, in quanto in questa torrida domenica di fine estate si e' tenuto un festival "Food and Wine", in cui era possibile assaggiare i principali prodotti della zona ed in particolare vini e formaggi di ottima qualita'.
Anche se il prezzo d'ingresso era effettivamente esagerato, per 17 dollari avrebbero almeno dovuto prevedere qualche facilitazione sugli acquisti, il festival si e' rivelato un successo, tanto che la gente ha completamente riempito l'ampia area dedicata al picnic.
Certo un tale affollamento ha tolto molto del fascino misterioso che ha reso celebre Hanging Rock; ma la breve e irta salita meritava ugualmente di essere fatta, non fosse altro per potere godere della vista di tutta l'area circostante.
Grazie anche a spettacoli di musica e danza, la giornata e' stata comunque gradevolissima.
Per la leggenda e il mistero e' consigliabile una visita durante la settimana.
"SYDNEY RD. FESTIVAL" and "SHAKE YER POPBOOMERANG" Melbourne 02/03/2003
Domenica ricca di avvenimenti questa prima di Marzo.
Per cominciare mi sono recato nel quartiere Brunswick dove si e' tenuto il "Sydney Rd. Festival" che, come gia' negli ultimi anni, e' l'appuntamento di apertura di una rassegna musicale che prendera' il via in questo mese.
Lungo Sydney Road, chiusa al traffico per l'occasione, si sviluppava una lunga serie di bancarelle di ogni tipo, a completamento di 5 palchi dedicati alla musica e alla danza.
A livello musicale non c'e' stato niente di particolare da segnalare, ma la folla accorsa ha avuto modo di passare una divertente domenica all'aria aperta (certo le feste di Lavino di Mezzo erano un'altra cosa, per i pochi che possono capire questa nota).
Abbuffata di musica, invece, a partire dalle 6 del pomeriggio al "ROB ROY HOTEL" in Carlton, dove era prevista la presentazione di una raccolta intitolata "SHAKE YER POPBOOMERANG" come lancio della nuova etichetta discografica POPBOOMERANG.
Il cordialissimo Scott Turling, fondatore dell'etichetta, e' riuscito a raccogliere in questo disco una ventina di gruppi della zona, mettendo in mostra uno spaccato della scena pop-rock di Melbourne.
La serata si e' aperta con Andy Star e successivamente Tim Reid, entrambi solamente voce e chitarra acustica, che non hanno eseguito niente di particolarmente originale, anche se il secondo si e' fatto preferire per la maggiore cura con cui ha confezionato i brani (tutti e due risultano piu' interessanti nel disco, grazie a formazioni allargate).
A seguire sono giunti i "SARAH SARAH" che, con il loro EP "SING 'TIL IT HURTS", avevano di fatto inaugurato la nuova casa discografica (vedi recensione nella rubrica SAVIO RECORDS-WHERE THE ACTION IS).
Il loro set e' stato assolutamente divertente, un pop fresco e frizzante che ha subito catturato il gia' numeroso pubblico.
Belli gli intrecci delle due voci del gruppo con una nota di merito per Kate Duncan, che dal vivo ha mostrato doti non comuni.
Doti che ha potuto mostrare anche nel set successivo quando si e' unita, per un brano, ai "HER MAJESTY'S FINEST".
Questi ultimi hanno un suono meno lieve ma piu' potente, anche per l'utilizzo della doppia chitarra al posto dell'organo, e hanno portato l'attenzione della sala verso un sound piu' propriamente rock.
Purtroppo non posso relazionarvi sui gruppi successivi a causa di un altro impegno (non temete di questo non faro' una recensione).
Sono comunque convinto che nuove occasioni non mancheranno in quanto, a giudicare dall'inizio, la POPBOOMERANG di Scott Turling ci regalera' in futuro nuove intriganti realizzazioni.
THE NECKS" at PRINCE OF WALES - Melbourne 03/03/2003
Ecco un gruppo che non manca certo di coraggio.
Sospinto dalle ottime recensioni che le riviste specializzate avevano dedicato al loro ultimo disco, sono giunto nel piu' celebre locale in St. Kilda per il concerto di "THE NECKS".
E la band non ha tradito le attese.
Il coraggio di cui ho accennato all'inizio e' consistito nel fatto che i tre musicisti, Chris Abrahams al piano-Lloyd Swanton al basso-Tony Buck alle percussioni, hanno dimostrato di non scendere a compromessi per accattivarsi le simpatie del pubblico e, proprio per questo, le hanno ottenute.
La musica da loro prodotta non e' facilmente etichettabile, e' sospesa tra minimalismo, jazz ed echi di suoni orientali; quello che cattura e' la perenne tensione, quel senso di un qualcosa che sta per arrivare, che si risolve sempre in modo inaspattato.
Il concerto si e' sviluppato in due lunghe suites di 45 minuti l'una, che partivano dalla reiterazione di una nota o un accordo e piano piano crescevano con nuovi impulsi del basso di Swanton, le coloriture di Buck e il pianismo di Abrahams che diventava sempre piu' frenetico.
Un mantra che dal pianissimo culminava in un torrido climax finale.
Particolarmente riuscita e' risultata la parte centrale della prima suite che, dopo un inzio che ci aveva portato in Himalaya grazie ad un particolare uso delle percussioni, e' giunta ad un momento di sospensione temporale veramente affascinante, con l'interscambio di piano e percussioni a creare un effetto onda che definirei ipnotico.
Da rimarcare anche alcuni momenti di sfasamento volontario tra piano e batteria, con il basso a tessere le fila del discorso in modo da creare una nuova unita', un nuovo ordine sospeso a mezz'aria.
Parlando dei singoli, oltre a ricordare la funzione di trave portante svolta dal bassista, e' da rimarcare la fondamentale opera di Buck alle percussioni che puntualmente dava il la a nuove variazioni di atmosfera; da non dimenticare anche Abrahams che, in particolare nei momenti finali dei brani, ha richiamato alla mente il pianismo dinamico e martellante di Cecil Taylor.
Una band molto interessante ma, temo, solo per orecchie allenate.

MASTAZ
 

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