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Comunicato stampa 36
Capri, 1 maggio 2006
“La vela può essere decisiva per il futuro di Napoli”
Rolex Capri Sailing Week, il presidente dei Farr 40 Carlo Alberini:
“Abbiamo portato il sapore di Coppa America…”
Una delusione difficile da dimenticare per
Napoli, quell’edizione di Coppa America a lungo accarezzata e poi
scivolata a Valencia. Ma tre anni dopo lo “scippo” degli spagnoli,
grazie alla seconda edizione della Rolex Capri Sailing Week, il
profumo di vela ad alto livello è tornato nel golfo partenopeo.
Con i Farr 40 impegnati nelle acque della suggestiva isola, anzi, è
stato un po’ come calarsi in una delle sfide dell’America’s Cup
che è tornata in Europa dopo 152 anni. Merito dei protagonisti di
questa classe, una carrellata di alcuni tra i migliori velisti al
mondo, a cominciare da Russel Coutts ingaggiato da Vincenzo Onorato
come tattico per dare una marcia in più al suo Mascalzone Latino che
ha dominato il weekend dei Farr
40 a
Capri. Il successo dell’evento, è la seconda volta che Capri viene
inserita nel calendario dell’European Circuit, è legato anche a
questa atmosfera da America’s Cup che i Farr 40 hanno restituito a
Napoli e ai napoletani che hanno ancora l’amaro in bocca. Ne è
convinto Carlo Alberini,
44 anni, imprenditore pesarese nel settore alberghiero che da
quest’anno è presidente della classe e come armatore è al secondo
anno al timone di un Farr 40, anche se col Calvi-Light Bay Sailing
Team fa regate da sette stagioni.
Presidente,
armatore e timoniere: dal suo triplice punto di vista, che importanza
e che significato ha
la Rolex Sailing Week
e Capri nel calendario dei Farr 40?
“Capri è un appuntamento che possiamo chiamare “classico” anche
se in realtà è solo alla sua seconda edizione. Un classico perchè
ha tutti i protagonisti classici della vela che conta. Tutti gli
armatori dei farr40 amano regatare qua, siamo infatti la classe con il
maggior numero di barche iscritte, anche se questa volta le
condizioni meteo non ci hanno aiutato”.
Voi e le altre
classi in gara avete portato il profumo di Coppa America a Napoli…
“I Farr40 da sempre sono una classe molto competitiva e imbarcati ci
sono i migliori professionisti, anche se per regolamento possono
essere solo 4 su 10 membri dell’ equipaggio. Per quanto riguarda la
vicenda dell’assegnazione dell’edizione 2007 dell’America’s
Cup, è indubbio che purtroppo Napoli ha perso una grossa chance,
quella di rinnovare la città, dato che
la Coppa America
è una manifestazione che avrebbe potuto incrementare turismo,
favorire la creazione di nuove strutture ed attirare fondi statali e
privati. Per l’intera economia locale, inoltre, avrebbe potuto
essere un’importante finestra internazionale”.
Secondo lei,
quando Napoli potrebbe ottenere la “nomination” che ha solo
sfiorato?
“Credo solo quando saprà dimostrare una maggiore capacità
aggregativa delle varie istituzioni a livello locale nazionale e
regionale. Non prima. Ma credo che la città abbia le potenzialità
per farlo”.
Quali sviluppi
e quale potenzialità potrebbe avere la vela per l’intera area
napoletana?
“Il mio giudizio è inevitabilmente influenzato dalla mia
professione di imprenditore nel settore turistico e penso che la vela
abbia delle potenzialità enormi, da tutti i punti di vista:
economico, turistico e sportivo. Potrebbe essere uno dei fattori di
sviluppo e arricchimento dell’intera area”.
A proposito di
Farr 40 e dei suoi protagonisti napoletani, Onorato e Cian su tutti,
ha qualche ricordo o aneddoto da citare?
“Nei Farr 40, per regolamento, ogni armatore deve stare al timone.
Anche per questo ogni regata è una avventura ed un ricordo da
portarsi dentro. Sulla banchina, dopo aver concluso le regate, è
molto comune che ci ritroviamo tutti a commentare proprio quel bordo o
quella partenza. Tra tutte, però ricordo l’ultima tappa della
scorsa stagione ai primi di luglio nelle acque di Poltu Quatu. Un
maestrale da oltre 20 nodi ha messo a dura prova tutti gli equipaggi.
In paricolare il mio Calvi Game One in una manovra di strapoggiata ha
rischiato la collisione proprio con Mascalzone Latino, ma
l’esperienza di Vincenzo Oonorato è venuta tutta fuori e ha evitato
che succedesse il peggio…”
In allegato
Calvi a Poltu Quatu 2005, Calvi nella Rolex Capri Sailing Week
2006 e Carlo Alberini al timone
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