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Story Catch www.catchweb.net STORY #8 L'ULTIMO GIORNO CHE EBBI DUE PIEDI
"È stata una (mina) Valmara 69 a entrare Alla fine dell'inverno c'era il prato dove io e i miei fratelli Mushen e Yassin andavamo a pascolare le capre.
Alla fine dell'inverno avevamo trovato, io e i miei fratelli, un pallone piovuto chissà da dove sulla soglia della nostra casa, ma io so che mio padre non ha mai amato i ringraziamenti.
Partimmo la mattina presto ricchi del pallone e delle capre e lungo il sentiero ci passavamo il pallone spaventando -ma che importava?- le capre.
E mio fratello Yassin ha fatto un lancio lungo e alto, e io non sono riuscito a parare e il pallone è volato sopra la mia testa lontano, verso il sole che sorgeva.
E mentre Mushen urlava gol, io ero già di corsa dietro al pallone e mentre Mushen urlava gol e Yassin saltava di gioia, io rincorrevo il pallone.
E non ho capito che cos'erano quel colpo forte e quella luce sotto i miei piedi, che mi avevano fatto volare alto come il pallone verso il sole che sorgeva.
E non ho capito che cos'erano quella polvere intorno e tutto quel calore che sentivo e il sapore di terra e di sangue nelle mie narici e nella mia bocca.
I miei fratelli mi chiamavano per nome, io non riuscivo ad alzarmi e mi chiedevo dov'erano il pallone e le capre e come mai mi faceva così male la gamba destra se non vedevo più neanche quella.
Mi sentivo addosso mille anni, ma ne avevo dieci e un piede solo per percorrere il resto delle strade sinistre della mia vita.
Anna Maria
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