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STORY #14

Se fosse  

Sola in auto alla sera

con la radio che non va,

può accadere di pensare

a cose serie o alquanto strane.

Oggi io ad esempio penso,

di ritorno dal lavoro,

a una ragazza che con me

divide almeno un tot di ore,

ogni giorno, neve o sole,

dal mattino all’imbrunire.

Felicia è il suo nome,

e non solo: lei lo è pure di fatto!

Almeno oggi mi è sembrato

e su di lei ho fantasticato.

 

Era luglio un anno fa

ed era caldo pure allora,

ma non tanto quanto ora!

Mi ricordo che è arrivata

senza gran presentazioni;

solo un nome ed un saluto,

per lo più lei ha taciuto.

Nel mio ufficio si sedeva

dal mattino alla sera,

poco tempo avevamo,

da lontan ci scrutavamo:

io occupata e silenziosa,

lei incerta e pensierosa.

 

Se ci penso già da allora,

l’osservavo assai curiosa.

“La ragazza è taciturna”

io pensavo fra me e me,

“certo questo non è male,

 assomiglia un poco a me!”

Forse poi fra qualche mese,

mi dicevo la mattina,

quando lei sarà a suo agio,

si potrà parlare chiaro:

 forse, sai, lei scoprirà

che a dispetto del via e vai

anche in mezzo a tanta gente

ci si può sentire soli

e di amici si ha bisogno

per non perder la ragione.

 

 

 

 

Oggi io di quei momenti

non ricordo che frammenti,

ecco il tempo mi è volato:

ben un anno è già passato!

In allegria, con simpatia,

fra confidenze e ingenuità,

sta volando questa età

e con essa quei momenti

che concedi ai tuoi rimpianti.

Cose ho detto a sta ragazza

che mi avrà preso per pazza;

invece no lei ha capito,

in silenzio ha annuito:

le parole son superflue

se stai bene con qualcuno.

Cose dette ed altre no,

tutte quante hanno uno spazio

e io spero che in futuro

ci sia tempo e volontà

per conoscersi ancor più.

 

Dei ricambi non sa nulla,

io di qualità ancor meno,

ma qualcosa che ci lega

son sicura ce l’avremo,

se è vero che per lei

mi ritrovo a buttar giù

due parole e poco più.

Né divina, né commedia,

vuole esser questa nenia,

solo un volo in compagnia:

liberiam la fantasia !

E vediam dove ci porta …

Senza vincoli di sorta !

Io che sono  “dalle alle”,

così lei mi ha nominata,

con le rime che c’azzecco?

Pronti, via, eccomi qua,

mo’ le faccio uno scherzetto

che scordare non potrà!

Le dimostro coi miei versi

Che i pensieri non van persi;

se ci credi ed hai poesia

puoi creare la magia:

un regalo personale

a una pulzella mai banale! 

 

Sono attenta a ogni suo gesto

E di lei ritrovo traccia

in tanti oggetti di ogni giorno

che ci fanno da contorno.

Ora penso a pagnottella,

se non fosse pagnottella,

che sarebbe ora lei?

 

Se Felicia fosse un nome,

a parte quello che ella ha già,

dimmi un po’ che hai pensato?

Non sarebbe un bel “Teresa”

Forse il nome più indicato?

Si Teresa, proprio quella

della scuola la bimbetta

vispa e allegra farfalletta!

Guance assolate, aspetto gioioso

Questa è Felicia o forse Teresa,

e rinunci all’istante

a ogni intento serioso!

 

Se Felicia fosse un motto,

la riassumerei così:

“del futur non v’è certezza,

chi vuol esser lieto sia !”

Non che ella non ci pensi,

ma c’è l’oggi, adesso e qua,

e domani … si vedrà !

Ha progetti e desideri,

qualcheduno anche seri,

ma più spesso viene fuori

quella sua filosofia

che non premia i più secchioni

ma bensì la fantasia.

Nel destino pone fede,

Dio c’è e provvede !

E’ del sud e lo sentiamo,

anche per questo l’apprezziamo,

nonostante i compromessi

di una vita assai diversa,

a un’altra terra ora appartiene,

ma la sua non l’ha mai persa !

 

Se Felicia fosse un piatto,

che abbondanza ci sarebbe !

Pummarola, nu babà,

mozzarella a volontà!


La pastiera … la pastiera …

A ragione ne va fiera !

Ma di tanta varietà

La mia scelta è fatta già:

pagnottella l’ho chiamata

e pagnottella lei sarà.

Come il pane è essenziale,

per la cena e il desinare,

buono e semplice ogni giorno

mai del pane ci si lagna.

Il palato lo soddisfa

e lo stomaco lo sazia.

Senza il pane ogni pietanza,

prelibata che essa sia,

perderebbe d’importanza:

mancherebbe l’allegria !

 

Se Felicia fosse una collana,

lei sarebbe un fil di perle:

sobria quando serve,

o per necessità,

ma con un’anima di caucciù

ed una voglia pazza

di uscire dagli schemi !

 

Se Felicia fosse un giorno,

sceglierei il lunedì;

La mia scelta sembra strana

Nell’intera settimana,

ma non sono impazzita:

mai fu scelta più sentita!

L’ho scoperto d’improvviso

Appena qualche mese fa

Quando sola ma lasciata e,

seppur disapprovata,

al suo paese è tornata.

Ora so c’è una ragione,

se ha intrapreso tale viaggio;

non è solo il meridione

pur col suo gran bel paesaggio:

qualcheduno che l’aspetta,

senza metterle mai fretta,

ha trovato all’improvviso

e ora il lunedì si apre

all’insegna del sorriso !

 

Se Felicia fosse un frutto,

assaggerei un po’ di tutto:

della mela è la sostanza,

dell’arancia il ricco succo,

della fragola il colore,

del melone il buon odore.

Se una scelta devo fare,

pur non senza esitare,

verso i tropici mi volgo,

e un frutto esotico ora colgo:

ella è rara ed è preziosa;

penso a un mango dissetante

o la papaia rinfrescante!

 

Se ella invece fosse un fiore

Nel suo semplice candore,

amici miei qui non c’è storia,

né gardenia né orchidea

renderebbero l’idea!

Penso al sole e al suo calore,

al mattino e al buonumore

e son certa è margherita

che rispecchia la sua vita!

 

E se lei fosse un’amica?

Togli il fosse e togli il se,

lascia bene chiaro amica !

Ne son certa è la migliore

Per parecchi come amica !

Lei sa ancora entusiasmarsi

e nella società di oggi

non è certo poca cosa!

Anche per me lei è  un’amica

e per tanti nell’ufficio;

non importa se da poco

star con lei è come un gioco

ma sa esser molto seria

se hai bisogno di parlare.

 

Ecco questa è pagnottella,

sarà pure un po’ svanita

ma io so che è molto bella

e chiunque non ci creda …

giri pagina e poi veda !

CINZIA TAGLIAVINI


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