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RECENSIONI FILM
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LA
DOLCE VITA
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vodka
lemon
Regia:
Hiner Saleem
L'universo illustrato dal regista curdo, transfuga in Francia, é un
panorama spoglio fatto di poche case, una strada principale, un chiosco
dove una vedova cinquantenne, ancora piacente, vende vodka ai passeggeri
delle rare macchine che si spingono fino a questa landa desolata; a tutto
ciò fa da sfondo una abbagliante neve, difficile da spazzare via. Le poche
notizie che ci arrivano da quelle latitudini non ci permettono nemmeno di
farci una idea della lotta quotidiana alla sopravvivenza a cui gli
abitanti di quelle terre sono costretti, sappiamo solo che si tratta di un
popolo dilaniato, umiliato dalla violenza di persecutori che come unica
legge riconoscono l'oppressione. Invece il regista tenta di spiegarci come
sarebbero gli armeni e i curdi di questa parte sperduta di mondo se solo
potessero vivere liberi. Tutti i suoi personaggi sono carichi di umanità e
speranza nel futuro, resi quasi poetici come la neve che cade, fitta e
gelida non solo nella canzone francese "tombe la neige....tombe la neige"
cantata dall'autista della corriera che unisce quei sperduti villaggi nel
cuore del Caucaso. L'anziano del villaggio Hamo, ex-ufficiale dell'Armata
Rossa vedovo, trova un raggio di sole corteggiando la bella signora della
corriera, la figlia di lei trova rifugio nella musica per dimenticare
delusioni amorose, una giovane ragazza sposa un ricco di passaggio
costruendosi una nuova vita in città. All'interno di questo quadro triste,
il regista crea delle situazioni surreali e comiche, ricordando in questo
il maestro Kaurismaki, che filtrate con la drammatica realtà formano un
alternarsi di toni tipico della vita vera. Forse la vodka lemon del titolo
é l'unica via d'uscita per sopravvivere se non si vuole vendere tutto per
poi chiedersi a cosa serve vivere se non si ha più nulla, nemmeno i
ricordi. Domanda tratta dal film: "Perché si chiama Vodka Lemon se sa di
mandorla?" Risposta: "E' l' Armenia".
Ci.Bi.
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