|
RECENSIONI FILM viaggio verso il sole
Del cinema turco in Italia se ne è sempre saputo poco,
figuriamoci di quello curdo. Così quando nella primavera del 2000 arrivò
nelle sale questo piccolo film curdo si potè parlare di un lampo adatto
ad illuminarci, visto anche che nel pediodo risuonavano ancora le voci del
caso Ocalan. Il film prende avvio in una Istanbul cosmopolita e moderna,
dove però ci troviamo di fronte a storie di curdi costretti a vivere ai
margini della modenità, proprio come stranieri nella propria terra. Pur
vivendo del proprio lavoro ed avendo una casa, la loro situazione non è,
e non può essere quella di tutti gli altri abitanti della città. Quando
uno dei personaggi muore, al protagonista non resta quindi che
"riportare tutto a casa" verso il proprio villaggio e alla
ricerca di quelle radici mai del tutto recise. Da qui prende il via un
viaggio duro ed intervallato da mille problemi ed incomprensioni con gli
abitanti dei paesi attraversati, forse ancora più poveri del protagonista
ma con la possibilità di avere almeno una casa ed un luogo a cui
attaccarsi. In un mondo del genere però, nemmeno il ritorno a casa può
essere conciliatorio, tanto che nemmeno la propria terra esiste più,
sacrificata alla modernità ed affogata in un lago artificiale, come
artificiale si trova ad essere l'esistenza del protagonista che non ha più
nulla in cui credere, se non nel sole che come tutte le mattine sorge
ancora, anche sulle macerie di un non luogo come la terra in cui un tempo
si trovava il suo villaggio. |