RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA
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viaggio verso il sole


regia: YESIM USTAOGLU
1999 105min. (Germania-Turchia)
con:Nigar Aktar, Iskender Bagcilar, Newroz Baz, Ara Guler, Mizgin Kapazan, Nazmi Oirix.

Del cinema turco in Italia se ne è sempre saputo poco, figuriamoci di quello curdo. Così quando nella primavera del 2000 arrivò nelle sale questo piccolo film curdo si potè parlare di un lampo adatto ad illuminarci, visto anche che nel pediodo risuonavano ancora le voci del caso Ocalan. Il film prende avvio in una Istanbul cosmopolita e moderna, dove però ci troviamo di fronte a storie di curdi costretti a vivere ai margini della modenità, proprio come stranieri nella propria terra. Pur vivendo del proprio lavoro ed avendo una casa, la loro situazione non è, e non può essere quella di tutti gli altri abitanti della città. Quando uno dei personaggi muore, al protagonista non resta quindi che "riportare tutto a casa" verso il proprio villaggio e alla ricerca di quelle radici mai del tutto recise. Da qui prende il via un viaggio duro ed intervallato da mille problemi ed incomprensioni con gli abitanti dei paesi attraversati, forse ancora più poveri del protagonista ma con la possibilità di avere almeno una casa ed un luogo a cui attaccarsi. In un mondo del genere però, nemmeno il ritorno a casa può essere conciliatorio, tanto che nemmeno la propria terra esiste più, sacrificata alla modernità ed affogata in un lago artificiale, come artificiale si trova ad essere l'esistenza del protagonista che non ha più nulla in cui credere, se non nel sole che come tutte le mattine sorge ancora, anche sulle macerie di un non luogo come la terra in cui un tempo si trovava il suo villaggio.
Il procedere del film ricorda molto da vicino il filone neorealistico italiano degli anni 50, dove le comparse erano gli abitanti dei luoghi incontrati di volta in volta e dove ogni personaggio non recitava che se stesso e nulla più. Questo piccolo film dimostra, una volta ancora, che per capire realtà molto lontane dalla nostra sono sufficienti la voglia di documentare la realtà così com'è senza tanti trattati, inutili dibattiti televisivi od opinioni del leader politico di riferimento del momento. Tutto questo documentato senza mai cadere nella retorica del dover divedere i buoni dai cattivi, perchè in queste situazioni una divisione non può esistere.

elle.ci