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RECENSIONI FILM 21 grammi - il peso dell'anima
Una contraddizione
estetica sottende all’intero lungometraggio, inflitta dalla frenesia con
cui è utilizzato il montaggio e quindi negata, curiosamente, dalla
compiutezza di ogni singolo episodio, a creare un ritmo in antitesi alla
scansione temporale e a formalizzare l’intera vicenda come il
susseguirsi di paragrafi autonomi la cui prevedibile durata mortifica
l’articolazione percettiva, altrimenti intrigante. Peccato perché i temi
scelti sono approfonditi con grande maestria interpretativa e il filtro
fotografico, pressoché inesistente, proietta in una dimensione parallela
del tutto credibile e convincente. Bravi tutti, protagonisti e non, nel
portare sullo schermo non già la drammaticità di eventi tragici, quanto
il corollario di disagi ed imbarazzi che ne condisce il convulso
succedersi. Fondamentale il senso di provvisorio ottenuto con l’uso
della camera a mano, così come l’aiuto della sceneggiatura e delle
ambientazioni livide e foriere di sventura e dolore, forza e rinascita.
Apparentemente impegnativo, si scioglie invero con poco sforzo,
depositando stimoli e interrogativi nello spettatore.
Dopo
amores perros ci
si aspettava magari una grande conferma che ….non
è arrivata. Un primo tempo accettabile, con storie diverse ed
apparentemente distaccata ( un po
poco dialogo); poi dopo due minuti del secondo tempo il ns.
Ale ha deciso di farci capire il desolante
finale, rendendoci così impotenti in attesa dell’accadimento dei fatti.Infine
per premiarci del coinvolgimento imposto ci regala 5 secondi di speranza;
grazie!!!! Come per il precedente grande successo del regista messicano, Amores
perros, la storia é formata da un impasto di tre vite che convergono in un
angolo di strada. Tre persone che non si conoscono, ma che entrano
improvvisamente in contatto a causa di un incidente stradale. Paul (uno
strepitoso Sean Penn) é un professore di matematica con una malattia
terminale e un trapianto di cuore da eseguire; Christina é una madre
uscita dalla tossicodipendenza che perde tutta la famiglia, faticosamente
costruita (marito e due bambine), nell'incidente ed infine Jack (un
Benicio Del Toro all'altezza di Penn) un ex carcerato convertitosi alla
religione che ricade nella disperazione e successivamente in prigione. |