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RECENSIONI FILM
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LA
DOLCE VITA
un'ottima
annata
Regia:
Ridley Scott
Stagioni...son quelle vinicole, che scandiscono il tempo del film, e le sue proprietà terapeutiche.
Il risultato, come un buon bicchiere, vorrebbe fare buon sangue, scaldare i cuori e anche far scoccare la freccia di Cupido. Ma non per difendere i nostri vicini d'oltralpe, questo film sembra la visione della Francia vinicola che può avere Walt Disney dopo aver bevuto una damigiana di vinaccio californiano!
Favoletta melensa con prevedibile happy end, ''A good year'' ha pure la pretesa romantica senza avere nulla delle commedie sentimentali: le immagini frenetiche della vita londinese sembrano montate per un videoclip, i telefonini squillano senza sosta tra la city e la tranquilla Provenza, mentre Russell Crowe gigioneggia per buona parte del film. Alla fine non convince nemmeno i teneroni che vogliono sognare ad occhi aperti. In tanta banalità la bevanda cara agli Dei rimane protagonista assoluta - l'avevamo già vista in ''Sideways'': di certo più divertente e riuscito, l'amore fa capolino nel cuore di un avido riccone che si farà sciogliere dai ricordi e da una francesina tutto pepe. Il vino fa miracoli, ma per essere buono ha bisogno di cura e tanto tempo; qui invece il tempo è veloce e le bottiglie sono andate a male.
Magari i cinefili che vogliono a tutti i costi trovare il perché di certi film direbbero che la mente del cregista va al più illustre zio francese della cinematografia mondiale: il "monsieur Ulot" di Jaques Tatì.
Quindi ammicca allo spettatore presentando il cane del vignaiolo col nome di "Tati'" e se non bastasse fa comparire dei fotogrammi del film "mon oncle" mio zio (sullo schermo del cinema all'aperto davanti al quale russel crowe e la francese riottosa si innamorano) come flashback.
Peccato solo che il film da noi sia stato snobbato anche dai cinefili più incallititi.
PERPLESSO
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