|
RECENSIONI FILM
www.catchweb.net
LA
DOLCE VITA
(pagina iniziale clicca qui)
un
mondo senza pietà
Regia:Eric Rochant
Pensare che ho dovuto attendere più di dieci anni per riuscire a vedere
questo film francese in televisione nel circuito a pagamento ha
dell'incredibile e mi crea nella testa giudizi negativi sulla
distribuzione nelle sale di tutti quei film, come questo, scarsamente
sorretti da una pubblicità mirata unicamente a favorire sempre quelle
opere che rientrano in certi determinati cliché. Hippo, il protagonista
maschile é una di quelle figure che nessun genitore vorrebbe avere da
gestire dopo il compimento del diciottesimo anno d'età, il classico Peter
Pan totalmente disinteressato a crearsi una famiglia, un lavoro e una
posizione in questa società creata non certo a sua immagine e
somiglianza. Unica ancora di salvezza per un sognatore dall'animo nobile
come questo é l'amore per una giovane studentessa modello già impegnata
anche nel mondo del lavoro. Quando però la ragazza incomincia a negarsi
con sempre maggiore frequenza capisce che ciò é dovuto unicamente alla
sua situazione di nulla-facente con poche prospettive future. Ma il vero
amore si sa che non conosce ostacoli di nessun tipo anche di fronte alle
reticenze di chi, in un rapporto, prima del cuore antepone il cervello e
cerca testardamente quelle certezze aleatorie capaci di rassicurare i
benpensanti. Un rapporto di questo tipo può durare però fino a quando
non subentrano nuovi impegni e nuove esigenze, che nel caso della dolce
protagonista femminile sono una borsa di studio all' Università di
Boston. Così Hippo messo davanti alla scelta di seguire oltre oceano la
persona amata o rimanere a Parigi mantenuto dal fratello minore (studente
- spacciatore) e continuare a vivere senza assumersi le proprie
responsabilità opta per la prima soluzione ma questa volta é il mondo
senza pietà del titolo (nella fattispecie la polizia stradale) a
costringerlo a disertare l'appuntamento più importante di tutta la sua
vita. Questo lo costringerà ad attendere il rientro di lei dagli Stati
Uniti, dovendo dare poi chissà quali giustificazioni sull'accaduto così
da potere continuare l'unica attività per cui vale la pena vivere rimasta
al mondo: "innamorarsi come dei coglioni". Apprezzabile la
colonna sonora, specchio dell'insofferenza dei giovani di fine anni
ottanta.
L. V.
|