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RECENSIONI FILM
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LA
DOLCE VITA
the
black dahlia
Regia:
Brian De Palma
Premetto: non avendo letto il libro di James Ellroy da cui è tratto il film ho tentato di capirci qualcosa in tutti i modi facendo giocare il mio inconscio e lasciandomi trascinare dalle suggestioni delle immagini, dalle contraddizioni, dalle mille strade senza via d'uscita di questa pellicola, come in un sogno o in un incubo, perché a questo assomiglia l'ultima fatica di Brian De Palma. Non trattandosi di un giallo o un noir, il risultato finale sembra il viaggio onirico di un eroe -antieroe e del suo alterego all'interno di se stesso. Ma la domanda fondamentale che mi è scattata durante il film é: qual è il crimine su cui De Palma sta indagando? Il film è una costruzione perfetta, fatta a tavolino guidata dalla logica, non dalle mille sfaccettature della vita, perché la vita, l'uomo, la verità sono sempre obliqui, ambigui, doppi e anche tripli come tutti i personaggi di questa pellicola. Insomma la sfida è alta, più adatta forse a un visionario come David Lynch. Ghiaccio e Fuoco sono i soprannomi dei due poliziotti, simili e opposti, buoni e cattivi al tempo stesso. Persino il nostro eroe, che sembra animato da buoni sentimenti e crede di cercare la verità è pronto a vendersi (per una buona causa) a tradire (perché deluso) e a uccidere (perché costretto).
C'è sempre una valida ragione perché una parte di ogni uomo si innamori del male. La soluzione logica in fondo risulta illogica e se cerchiamo solo dei cattivi troviamo le loro caricature. Resta, non si può negare, l'impressione che la carne al fuoco sia troppa (citazioni, possibilità, depistaggi, letture), come a voler coprire un vuoto di senso, come se De Palma si fosse perso...o forse io mi sono perso!!
GOOD NIGHT
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