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RECENSIONI FILM
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LA
DOLCE VITA
sin
city
Regia: Robert
Rodriguez, Frank Miller (II)
Tre episodi di diversa caratura per un esperimento che rischia di rivelarsi azzardato.
Premetto che la mia visione é stata in casa davanti a un televisore e non al cinema, penalizzando sicuramente l'effetto e la resa del film.
Quello che Rodriguez e Miller hanno saputo fare è stato manipolare il linguaggio del fumetto e adattarlo alla materia filmica, dare al bianco e nero lo spessore della carne.
SinCity è un progetto lontano dalla definizione convenzionale di cinema così come siamo abituati ad intendere. Perché ciò che vediamo scorrere sugli schermi sono le pagine del fumetto di Miller trasposte fedelmente su pellicola. La visionaria trasposizione da fumetto a pellicola è stato il grosso lavoro che Rodriguez è riuscito splendidamente a fare divertendosi con trovate registiche deliziose. Tutto il resto è Miller: pregi e difetti. Sono sue le ambientazioni, dialoghi e personaggi. Se per le prime non possiamo fare altro che godere di ciò che vediamo sullo schermo trascinato dalle musiche composte ancora da Rodriguez, per tutto il resto il risultato su pellicola tradisce le aspettative. Cinematograficamente i dialoghi del fumetto non rendono, e il film compie l' errore di prendersi troppo sul serio, cadendo nella trappola della retorica. Ottimi gli ingredienti, squisita la forma, arti mozzati, inseguimenti, schizzi di sangue, ma le storie che seguiamo non riescono a turbarci come dovrebbero, e se la forma fumettistica è l'anima del film, c'è da riconoscere che priva i personaggi di quel carisma utile per farceli amare od odiare mentre li accompagniamo durante il film. Episodi troppo distanti e distaccati tra loro, che non si intrecciano con gli altri restando scollegati, con il risultato di togliere continuità all'intera pellicola.
SinCity è comunque un film atipico e come tale va giudicato. Insomma, molti pregi ma anche molti difetti, per una pellicola ambiziosa rivoluzionaria e fantasiosa, che paga il dazio di non essere puro cinema, ma un bell'esperimento fine a se stesso.
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