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RECENSIONI FILM
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LA
DOLCE VITA
shooting
silvio
Regia:
BERARDO CARBONI
Chi cerca la commedia dall’esito scontato in partenza, magari rifacendosi a quel 2005 dopo cristo della Babette Factory, lasci stare, il film di Carboni non è una commedia di facili sentimenti e moralismi in mezzo ad un mondo di squali. Come lascia intendere il nome che si è dato il protagonista, Kurtz, si va verso gli abissi della psiche come il celeberrimo personaggio reso celebre da Marlon Brando in Apocalypse Now sta a testimoniare. Kurtz è un giovane scrittore, o tale si considera visto che il suo recente libro autoprodotto non ha venduto una sola copia, che intende coinvolgere il gruppo di amici (o semplici conoscenti tipico da giro di feste fancazzisti) nella realizzazione di un’opera collettiva contro l’ex premier. Ma per quanto disturbati, strani e perseguitati possano essere gli amici, decidono di non assecondarlo in un progetto dal futuro labile. Così la sua crociata Kurtz dovrà condurla a termine da solo, scendendo quotidianamente sempre più nell’abisso di se stesso. Pian piano finisce per identificare in Silvio il generatore dei suoi mali così da organizzare l’azione decisiva per portare a termine un piano che solo nello sparo finale potrà avere il suo compimento. Kurtz riesce ad avanzare nella sua impresa, ed il finale sarà rappresentato in maniera aperta dal regista, lasciando in noi il suono che dà il titolo al film. Visione tutt’altro che facile, pare quasi di aver a che fare con un sogno psicadelico applicato al nostro sociale quotidiano, rifuggendo il facile clamore che un’idea del genere avrebbe potuto rappresentare. Ne scaturisce così un film disturbante, una visione di cinema come libero sfogo di situazione viste dietro una lente deformata, sulla scia di opere poco note ma che stanno aprendo una piccola breccia all’interno del cinema italiano che raramente prova a rischiare. Dopo il Sangue di De Rienzo, questo Shooting Silvio, potrebbe portare nuove schiere di adepti verso visioni disturbate ma con in fondo la voglia ormai dimenticata di fare cinema.
elle.ci
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