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RECENSIONI FILM
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LA
DOLCE VITA
sexo
por compasion
Regia : Laura Mańa
I colori del Messico in un film quasi tutto in bianco e nero ? Sì,sembra strano ma è così. Non pensiate a pruriginose visioni declamate da un titolo altamente caliente, la registra utilizza questo mezzo per attirare una platea che immancabilmente lascierà il cinema allietata e felice. Siamo sugli altopiani del Messico, luogo imprecisato ma simbolicamente metafisico di una realtà che fa della lentezza il suo proprio modo di espirimersi. Dolores è lasciata dal marito perché incapace di peccare, Manolo forse ritornerà o forse no, ma se lo farà si fermerà solo se avrà qualcosa da perdonare alla inflessibile consorte. Così Dolores prova ad inventarsi giustificazioni col prete del luogo, che alla fine non ne può più del nulla della inpeccabile Dolores. Solo un disgraziato operaio lasciato dalla moglie che piomba nel suo bar accenderà la passione di Dolores, da ora Lolita dedita alla riabilitazione di tutti i disgraziati, dandogli una nuova ragione di vivere. La felicità che regala Lolita riempe le casse della povera chiesa locale, che potrà così essere completata per la gioia mentale e materiale del cura locale.Alla lunga tutto il paese passerà da disgraziato a santo, e quando Manolo ritornerà (e con lui i colori sullo schermo) sulle prime non crederà alle storie della consorte. In una scena madre alla “chi è senza peccato scagli la prima pietra” si svolge il clou del film, Lolita riacquiserà la sua aria di santa ed il paese tornerà a vedere tutto a colori, grazie a Dolores/Lolita che intratterrà i disgraziati ed a Manolo che si comporterà di pari passo con le disgraziate.
Siamo nel pieno del realismo magico sudamericano che venne portato sugli scudi da Gabo Marquez e dai suoi discepoli, chi crede ad una vita senza eccessi e senza fantasia ne stia alla larga, per tutti gli altri questo pellicola è una manna dal cielo. Da notare inoltre l’alta qualità formale del prodotto, che passa dai saturi colori dell’altura ad un bianco e nero scintillante, tanto poco lo-fi quanto immensamente Jarmurschiano.Roba non da poco nel piattume generale di storie sempre al limite del banale o del facile pianisteo, un qualcosa che riappacifica col la voglia di andare al cineme e di uscirne migliori e divertiti.
Elle.ci
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