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RECENSIONI FILM
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LA
DOLCE VITA
sangue
la morte non esiste
Regia:
Libero De Rienzo
Finalmente qualcosa di diverso nel panorama statico del giovane cinema italiano, qualcosa che non lascia indifferenti: é l'esordio alla regia del neanche trentenne De Rienzo.
Attore irriverente in "Santa Maradona" e "A/R Andata + ritorno", che grazie a un meticoloso lavoro, per lo più autofinanziato, porta a termine questa sua presuntuosa esperienza audiovisuale specchio di una generazione disadattata, contraria alla logica del consumismo imperante nella società occidentale.
La sua sembra essere una forma di ribellione senza una precisa direzione come la corsa finale dei protagonisti del film. Sogni bruciati dalle droghe e un senso di "vuoto"
che traspare in appartamenti decadenti e rave party rumorosissimi. Vuoto che però il regista cerca di riempire con un finale grottesco in cui si diverte ad attaccare il potere dei poliziotti e dei preti, simboli della repressione sociale e individuale che amplificano la paura nelle singole persone.
Questo film é capace di regalare emozioni, magari le ambizioni risultano sproporzionate rispetto alle effettive capacità ma rimane un film pulsante che trasuda coraggio e freschezza.
In più la vena anarchica e la voglia di salire sul pulpito, resa alla lettera nel finale in chiesa, per gridare contro le false istituzioni é cosa da preservare o meglio supportare se vogliamo veramente abbandonare il mortificante grigiore che ci attanaglia ormai da troppi anni.
Sicuramente quest'opera troverà moliti nemici, ma speriamo anche molti simili in grado di apprezzare la presenza di un Elio Germano (...ricordate Liberi) capace di risultare credibile in una non facile interpretazione generazionale.
LIBERO
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