RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA


saimir

Regia: Francesco Munzi

Grande merito bisogna riconoscere al regista di non addolcire né drammatizzare artificiosamente una realtà controversa, quella riferita alla claustrofobica condizione di chi è senza via d'uscita, imprigionato nel circuito emarginante sfruttatore-sfruttato. Il film é visto con gli occhi dei bambini, occhi non giudicanti, come quelli del piccolo albanese che appena sbarcato sulle nostre coste adriatiche chiede al più grande Saimir "Com'è l'Italia?". Come risposta ottiene un silenzio che parla chiaro, perché in certi momenti é difficile dare false rassicurazioni. La grammatica cinematografica del regista è semplice per scelta, però mai piatta, capace di trattare argomenti scomodi come quello della integrazione impossibile tra il quindicenne albanese Saimir, che trascorre intere giornate in motorino senza poter far niente, e una ragazza, sua coetanea, che lo evita appena cerca di conquistarla. Alla fine il film risulta un esordio che può ricordare "Tornando a casa" di Marra, un cinema sicuramente poco seducente, ma necessario come il pane!

L.V.