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RECENSIONI FILM no man's land
Altman ci ha insegnato che possiamo ridere
anche di un film che parla di guerra, ma qui in NO MAN'S LAND, quella
risata che inevitabilmente ci coglie improvvisa ed inopportuna ci viene
sempre rimandata indietro da una scena altamente disturbante e
disgustosa. Benvenuti in guerra ci dice Tanovic, una cosa che non serve
nč ai vinti nč ai vincitori, e hai un bel da dire che č un'azione
umanitaria o che altro ! Anzi, ripensandoci a qualcuno serve, a chi come
i soldati e i superiori dell' Unproform deve darsi un senso o meglio un
ruolo da cui dettar legge, o ai media che cosė possono raggiungere la
fama a colpi di scoop sulle disgrazie altrui. E la guerra non serve
certo al soldato bosniaco o a quello serbo che si trovano intrappolati
in una trincea a scambiarsi accuse non solo verbali e a costringere
l'altro a dichiarare che la guerra l'hanno iniziata prima gli altri. La
storia del film č esile e minuta, ma tutto quello che succede č invece
grandioso, qualcosa che ti colpisce senza mezzi termini e che da qui in
avanti ti fa pensare a cosa fare e cosa dire prima di agire. Senza mai
schierarsi ( non certo facile per un bosniaco ), senza mai cadere in
facile retorica, senza mai cadere in banalitā e soprattutto senza mai
far perdere al film uno scoppiettante ritmo, Tanovic ci porta verso
un finale che ci illumina non solo sul conflitto nella ex Jugoslavia, ma
sul senso esatto delle guerre in generale. Cosa rappresenterebbe
altrimenti quella meravigliosa scena in cui un soldato ancora vivo
rimane dimenticato da tutti su di una mina innescata ed impossibile da
disinnescare se non l'impossibilitā di andare oltre alla guerra ? Non
vuole forse dirci che alla guerra possiamo sopravvivere solamente da
morti ? Non aspettatevi quindi finali da eroi, nella vita gli eroi sono
tutti giovani e morti.
Alla presentazione del film Tanovic ha
dichiarato che si trovō nel bel mezzo del conflitto mentre studiava
cinematografia a Sarajevo. Preso alla sprovvista, l'unica cosa che
riuscė a fare fu quella di uscire di casa ed iniziare a riprendere
quanto stava succedendo. Beh, se il risultato č questo NO MAN'S LAND ,
bisogna dire che ci č riuscito maledettamente bene !
Alla fine della proiezione del film mi sono
tornate in mente le parole di Vladimir Jokanovic che nel suo splendido
libro NON E' LA MIA GUERRA ( ed. Guanda ) dichiarava " che cazzo
te ne fai di una bandiera, se non hai pių una casa su cui issarla ?
"
elle.ci
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