RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA
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mio cognato

Regia: Alessandro Piva

Seconda opera del regista de "La capagira", esordio indipendente che aveva ricevuto molti apprezzamenti. Questa volta il budget é cresciuto, la struttura del lavoro é professionale e ci sono due attori di grande nome come Rubini e Lo Cascio.
Nonostante il "salto" direi che il regista non si é smarrito mantenendo quelle felici scelte che hanno caratterizzato il film d' esordio.
Questa commedia italiana tragicomica ambientata nella Bari vecchia é un film di volti e caratterizzazioni azzeccate, ben orchestrate con le peripezie della strana coppia di protagonisti; un pò come quelle che si vedono da sempre nei film americani.
S.Rubini (Tonio) é un estroverso che sa vivere e conosce le persone giuste; si trascina nella tentacolare città notturna lo sprovveduto e ingenuo cognato L.Lo Cascio (Vitino) nel tentativo di recuperare la macchina che gli é stata rubata il giorno del battesimo del figlio. Nel mondo tutto maschile della notte rutilante, più divertente che realmente pericolosa, i codici vengono svelati uno alla volta, a chi chiedere per ritrovare l' auto, come non pagare l' assicurazione o recuperare i soldi da un finto incidente, le cerimonie. Il film si ispira a molto cinema del passato rimandando alla micro-criminalità
di Scorsese o al viaggio del Sorpasso.
Alla fine Tonio deve risolvere un grosso pasticcio che ha combinato, ha sbaglito padrino al battesimo del figlio e ha cercato di cambiare protettore, tutto questo Vitino non può nemmeno immaginarlo chiuso com' é nel suo piccolo mondo fatto di golfini da mettere quando viene freddo la sera. Lui, unico esemplare rimasto di uomo imbambolato qualunque in una società turbolenta governata da sbruffoni e arroganti, non può che avere la peggio.
Sta a voi poi decidere se il grande Rubini oscura Lo Cascio alle prese con questo personaggio "passivo" difficile da gestire.

Attento al Limone