RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA
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matrimonio tardivo

Regia: Dover Kosashvili
In questo esordio alla regia vengono esplorate le dinamiche familiari/affettive di una famiglia di ebrei d'origine georgiana.
Per certi versi ci ricorda alcuni film semi-indipendenti come "Jalla Jalla!" ed "East is East", ma a differenza di questi non sembra una furberia funzionale ad una logica da mercato globale.
Zazà ha 32 anni, ed è celibe.
Secondo i genitori é ora che cominci a pensare al matrimonio, ed attraverso un giro di parenti gli vengono organizzati una serie di incontri con potenziali pretendenti.
Il matrimonio dovrà garantire il mantenimento della tradizione, per cui
dovrà essere contratto con una donna appartenente alla propria comunità.
Lui cerca di prendere tempo perché il suo reale interesse é per una donna marocchina, divorziata, con una figlia a carico e come se non bastasse, più grande di lui.
Dopo varie vicissitudini, la madre si rende conto che Judith, la donna di cui il figlio è innamorato, non è poi così male...... e convince il marito che un matrimonio tra i due, forse, non sarebbe poi questo gran disonore. Ma Zazà non ha il carattere per imporsi ed accetta un matrimonio combinato.
La cosa triste è che non occorre andare lontano per trovare simili realtà.
I pregiudizi , la paura di perdere la propria identità come società
israeliana, l' incapacità di infrangere le regole per far valere le proprie
scelte, sono alla base di questo film, ma riprendono fedelmente
problematiche che molto spesso si annidano anche nel nostro "evoluto" Nord
Italia.
Il regista non ha ritmi forsennati e rispetta tutti i suoi personaggi
inseguendoli senza ingabbiarli in ruoli precostituiti facendo sembrare così
il risultato dell'opera incompiuto, in bilico tra la commedia di costume e
il dramma: un ritratto dell'ottusità piccolo borghese.
Da sottolineare gli arredi kitsch di alcuni appartamenti e le semplici ma
efficaci interpretazioni degli attori.

Ci.Bi.