Regia:
Quentin Tarantino
Per chi ha passato la sua giovane vita a sognare con i film di Sergio
Leone, di Kubrik, di Bruce Lee, e i fumetti di Frank Miller queto film è
l'apoteosi finale. Tarantino nell'Olimpo. Godete tutti. Da oggi il mio
nuovo nome sarà catch hattori hanzo catchweb junior. In onore del mia
nuova guida spirituale
Hattori Hanzoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
Finito il film tutti al gong bao a prendere l'acciaio da
Hattori Hanzooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
Firmato
Snocciolato 71 Hattori Hanzo secondo
Kill Bill é un antifilm, un cocktail fatto di molti generi tra cui lo
spaghetti western, il trash giapponese e, quello che possiamo ritenere
inventato dal regista, il pulp. Lo spettatore viene letteralmente
scaraventato in una storia assurda, estrema e se vogliamo di difficile
comprensione immediata per chi si sofferma all'apparente truculenza del
sangue che scorre a fiumi. Forse per assurdo, questa quarta opera di
Q.T., é il suo film più estremo nella violenza e nelle azioni,
inframmezzate da crudi flashback in cui le donne dimostrano, pur venendo
spesso vessate, sempre una istintiva predisposizione alla lotta e al
combattimento. Mentre gli uomini, in maggioranza comprimari, vengono
sconfitti anche 88 in una volta sola perché fondamentalmente sono
bastardi violentatori, criminali rassegnati al proprio destino e seguaci
yakuza. Solo due personaggi si contraddistinguono per le loro forti
personalità: il costruttore di katana pentito Hattori Hanzo, maestro non
solo dell' arte samurai e Bill, incarnazione del male che compare in
poche scene e senza ancora rivelare il volto, capace di ridurre in coma
La Sposa spiegandole che il suo inevitabile gesto non é sadismo ma puro
masochismo.
Tarantino scarnifica i dialoghi, esasperando le scene e dando libero
sfogo alla sua fantasia, divertendosi nel ribaltare le cose e facendo
divertire con una storia semplice ma inconcepibile nella realtà. Adesso
aspettiamo di vedere il volume due...
Black Mamba
Kill
Bill vol.2
Regia:
Quentin Tarantino
Vi ha esaltato il vol. 1 ? Siete usciti schifati dalla prima parte ? Non
c'è problema, con questo vol. 2 avete la possibilità di averne ancora o
di cambiare opinione. Perchè ? Perchè qui c'è il vol. 1 ma tanto di più.
Andiamo con ordine, da uno stile degno degli Honk Kong movies si passa
ad uno spaghetti western che mette assieme i ricordi di Sergio Leone ai
fumetti tanto cari al regista, perchè la splendida sposa ha non solo un
nome, Beatrice, ma anche una figlia B.B., che irrompendo nella storia
non l'appiattisce o banalizza come la storia del cinema ci ha purtroppo
sempre insegnato. Perchè se avete amato la spada di Hattori Hanzo qui ne
trovere ben due, perchè nei primi 5 minuti assisterete ad un bignami del
vol. 1 di una bellezza imbarazzante, girato in un bianco e nero
sfavillante da grande storia del cinematografia mondiale. Perchè alle
accelerazioni solite assisterete a periodi di arte meditativa o di
terribile vita sotto la terra ( inquitante sentirsi rinchiusi in una
bara sotto metri di terra, e qui vi sentirete ingabbiati assieme alla
sposa ) e poi soprattutto perchè ritornano i dialoghi che hanno fatto di
Tarantino un emblema del cinema, quei dialoghi in cui si parla di nulla
e di tutto, incalzanti e dilatati, sopra le righe e dentro al
quotidiano, che ai più porteranno alla memoria le scene più epiche di Le
Iene. La storia la sapete, è anche riportata sulla locandina con quei
nomi ben in evidenza di chi la sposa farà fuori, ma il bello è proprio
nell'accorgersi che nulla è scontato e che tutti gli attori, da Uma
Thurman a David Carradine, da Daryl Hannah a Mark Madsen sebben noti
sembrano nati solo ed unicamente per recitare questo film. Poi l'arte
magica di Tarantino, che prende a piene mani non dai modelli di sempre
del cinema, ma da b-movies e registi poco considerati per renderci un
film che ingloba tutto quello che si possa sognare di vedere su di un
grande schermo. Non è forse questa l'ultima arte possibile, quella di
prendere la cosiddetta spazzatura per riciclarla in materia nobile ? Son
buoni tutti (forse) di prendere il meglio per rappresentare il proprio
pensiero, ma quanti riescono ad esaltare il proprio credo con le maceria
che ci son state lasciate ? E per dar credito che il cinema è l'arte
totale il nostro completa l'opera scegliendo personalmente ogni nota che
accompagna non il film ma ogni fotogramma perchè altrimenti il gioco non
sarebbe completo. Serve altro ? Sì, una cosa servirebbe ancora. Anche se
Tarantino ha costruito la sua cultura cinematografia guardandosi i film
sulle videocassette che noleggiava il videonolo di Manhattan beach dove
lavorava, la visione di questo Kill Bill è fortemente indicata per uno
schermo cinematografico, alla faccia di DVD, videocassette o tristi
diavolerie similari.
elle.ci