RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA
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i vestiti nuovi dell'imperatore

regia: TAYLOR ALAN
(2002)

Se c'è un personaggio storico di cui tutti ricordano la data della morte, questo è Napoleone. Quel 5 maggio di manzoniana memoria è rimasto scalfito indelebilmente nella letteratura, e la data lasciata ai posteri come simbolo di una fine non solo umana ma anche storica. Il regista Alan Taylor ( già conosciuto anche per PALOOKAVILLE ) avrà pensato che non c' era niente di più intrigante di portare sul grande schermo la negazione di quella data, e quindi ha pensato a come potrebbe essere andata la storia di un personaggio che tanto ha segnato il suo tempo, senza però segnare quello successivo al 5 maggio nonostante fosse vivo. Ma come poteva essere ancora vivo Napoleone, se morì su di una piccola isola in mezzo all' oceano ? Da questo quesito parte la nostra storia. Un sosia dell' imperatore sbarcato di notte sull' isola di Sant' Elena ne prende le fattezze, e il vero Napoleone torna in Europa imbarcato su di un veliero come mozzo di terza. Già, se tutto fosse andato bene si sarebbe scoperto subito il trucco, solo che il mozzo messo nei panni di un imperatore, sebbene in esilio, comincia a trovarsi bene e non sente minimamente il bisogno di rivelare al mondo la sua identità. Le avventure del vero Napoleone, sotte mentite spoglie, sono quanto di più lontano ci sia da come si muoveva prima; mentre un tempo segnava la storia, ora tutto lo precede e lo scavalca, le piccole cose gli segnano il destino, visto che non sbarca dove doveva perchè il carico di melassa della nave che lo trasporta viene deviato in un altro porto per ragioni puramente economiche, trova un alloggio a Parigi perchè inciampa e si trova svenuto sul marciapiede e così via. Solo la sua voglia di grandezza rimane intoccata, ed allora se non può essere l'imperatore di Francia, tanto vale esserlo di un mercato ambulante di frutta, anzi di zucca, come il nome della popolana che lo ospita e che si innamora di lui nonostante l' ostinazione di rivelarse ugualmente il vero Napoleone. Solo quando il panico di essere scambiato per matto prende il sopravvento riesce a capire che è meglio vivere una vita reale ma concreta, che quella di un finto imperatore già dato per morto e rivalutato in maniera non consona ai suoi ideali dalla popolazione che intanto è ritornata al vecchio tempo della restaurazione.
Impreziosito da una grande interpretazione di Ian Holm ( nella doppia parte di Napoleone e del mozzo ) e da una Iben Hjelje tanto lontana dai tempi del Dogma ( la ricordate in Mifune-dogma 3 ? ), il film si lascia guardare con interesse, anche se alcuni passaggi della scenegiatura appaiono molto forzati . E' mai possibile che un esiliato guardato e spiato a vista perdipiù su di un isolotto senza veri attracchi possa scambiarsi di ruolo con un mozzo che arriva all' isola da solo, inossevato scendendo dall' unico battello che incrocia la largo da circa 3 mesi ? Può il personaggi storico più noto del suo tempo non essere riconosciuto da nessuno nella sua Parigi ? Fortunatamente la storia scorre semplice e lineare, e si porta via questi interrogativi. Poi, non sempre è tempo per assistere ad un dramma esistenziale !
elle.ci