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RECENSIONI FILM i vestiti nuovi dell'imperatore
Se c'è
un personaggio storico di cui tutti ricordano la data della morte, questo
è Napoleone. Quel 5 maggio di manzoniana memoria è rimasto scalfito
indelebilmente nella letteratura, e la data lasciata ai posteri come
simbolo di una fine non solo umana ma anche storica. Il regista Alan
Taylor ( già conosciuto anche per PALOOKAVILLE ) avrà pensato che non c'
era niente di più intrigante di portare sul grande schermo la negazione
di quella data, e quindi ha pensato a come potrebbe essere andata la
storia di un personaggio che tanto ha segnato il suo tempo, senza però
segnare quello successivo al 5 maggio nonostante fosse vivo. Ma come
poteva essere ancora vivo Napoleone, se morì su di una piccola isola in
mezzo all' oceano ? Da questo quesito parte la nostra storia. Un
sosia dell' imperatore sbarcato di notte sull' isola di Sant' Elena ne
prende le fattezze, e il vero Napoleone torna in Europa imbarcato su di un
veliero come mozzo di terza. Già, se tutto fosse andato bene si sarebbe
scoperto subito il trucco, solo che il mozzo messo nei panni di un
imperatore, sebbene in esilio, comincia a trovarsi bene e non sente
minimamente il bisogno di rivelare al mondo la sua identità. Le avventure
del vero Napoleone, sotte mentite spoglie, sono quanto di più lontano ci
sia da come si muoveva prima; mentre un tempo segnava la storia, ora tutto
lo precede e lo scavalca, le piccole cose gli segnano il destino, visto
che non sbarca dove doveva perchè il carico di melassa della nave che lo
trasporta viene deviato in un altro porto per ragioni puramente
economiche, trova un alloggio a Parigi perchè inciampa e si trova svenuto
sul marciapiede e così via. Solo la sua voglia di grandezza rimane
intoccata, ed allora se non può essere l'imperatore di Francia, tanto
vale esserlo di un mercato ambulante di frutta, anzi di zucca, come il
nome della popolana che lo ospita e che si innamora di lui nonostante l'
ostinazione di rivelarse ugualmente il vero Napoleone. Solo quando il
panico di essere scambiato per matto prende il sopravvento riesce a capire
che è meglio vivere una vita reale ma concreta, che quella di un finto
imperatore già dato per morto e rivalutato in maniera non consona ai suoi
ideali dalla popolazione che intanto è ritornata al vecchio tempo della
restaurazione.
Impreziosito da una grande interpretazione
di Ian Holm ( nella doppia parte di Napoleone e del mozzo ) e da una
Iben Hjelje tanto lontana dai tempi del Dogma ( la ricordate in
Mifune-dogma 3 ? ), il film si lascia guardare con interesse, anche se
alcuni passaggi della scenegiatura appaiono molto forzati . E' mai
possibile che un esiliato guardato e spiato a vista perdipiù su di un
isolotto senza veri attracchi possa scambiarsi di ruolo con un mozzo che
arriva all' isola da solo, inossevato scendendo dall' unico battello che
incrocia la largo da circa 3 mesi ? Può il personaggi storico più noto
del suo tempo non essere riconosciuto da nessuno nella sua Parigi ?
Fortunatamente la storia scorre semplice e lineare, e si porta via
questi interrogativi. Poi, non sempre è tempo per assistere ad un
dramma esistenziale !
elle.ci
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