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RECENSIONI FILM
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LA
DOLCE VITA
intrigo
a berlino
(The Good German)
Regia: Steven Soderbergh
Titolo scarsamente azzeccato, mentre quello originale, letteralmente "Il buon tedesco" era decisamente più appropriato. Un giornalista USA
(George Clooney) torna a Berlino dove incontra un attendente opportunista (Tobey Maguire) a fargli da auitista e, soprattutto, ritrova l'amore di anni prima, una stupenda Cate Blanchett per recitazione e bellezza. Il brizzolato giornalista si ritrova catapultato all'interno di una Berlino appena liberata dal nazismo, ma imprigionata in loschi traffici dei presunti vincitori, russi e statunitensi, alla ricerca dei segreti del regime appena caduto, in cui la sensuale Cate è coinvolta. Ci sono tutti gli ingredienti per una spy-story di primo piano: la femme fatale diventata prostituta con i suoi segreti; un morto; due uomini prigionieri di se stessi e del proprio passato; un contesto storico cinico e ambiguo. Ma Soderbergh a mio avviso fallisce sul proprio
terreno: alla ricerca di un estetismo presuntuoso, girare in bianco e nero, con mezzi degli anni'40 alla ricerca delle immagini di allora, confeziona un prodotto troppo citazionista che alla lunga si spegne su stesso. Forse una gioia per il cinefilo estremo, un pò meno per chi come me cerca, al momento, solo svago da due ore di pellicola.
Pazienza, sarà un incidente di percorso, lunga vita a Re Steven. Si consoli il regista: verrà studiato questo film, per anni, dalle scuole di cinema e il risultato finale non é malvagio, per essere un film sbagliato.
APA'
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