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RECENSIONI FILM
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LA
DOLCE VITA
in
questo mondo libero
Regia:
Ken Loach
IL LAVORO E' UN DIRITTO. Tema (anche se dovrebbe essere un dogma) ogni anno sempre più scottante. A sviscerare la problematica da un punto di vista sociale e morale non poteva che essere Ken il rosso, che in questo suo ultimo bel film ha confermato il coraggio di continuare a fare denuncia attraverso il cinema, tenendo conto della complessità sociale e etnica della realtà.
Il mondo del libero mercato, creato ad hoc per illudere i giovani, a Loach proprio non va giù. Inoltre il regista vuole sfidare la convinzione secondo la quale la spregiudicatezza imprenditoriale é il solo modo in cui la società possa progredire; così tutto diventa merce di scambio e l'economia risulta essere pura competizione anche a costo dei più deboli. Costruire una società di lavoro precario, sfruttando il lavoro illegale e giungere a guardare solo a se stessi, induce alla follia umana. In un mondo libero dove tutto ha un prezzo, sono gli altri a non valere più niente e lo racconta l'epilogo amaro ma inevitabilmente reale.
La giovane donna protagonista del film (la debuttante Kierston Wareing) si trasforma in un mostro senza accorgersene, per il bisogno di riscatto dopo essere stata licenziata da un' agenzia per cui procurava manodopera proveniente dall'Est. Vuole sfondare nello stesso settore, tipicamente maschile, finendo a far sue le caratteristiche più negative dell'altro sesso.
Il regista, forse sentendo la differenza generazionale con queste problematiche, offre alla protagonista uno specchio dove riflettersi: l'anziano padre a cui ha affidato 24 ore al giorno il figlio undicenne. Lui un mattino vedendola all'opera nel reclutare forza lavoro non può non dirle:
"Stiamo tornando ai vecchi tempi?" Allora si usavano termini come sfruttamento, schiavitù, proletariato; oggi é tutto molto più edulcorato. Il lavoro é interinale, i contratti sono a termine ma il risultato é ancora quello...doloroso come una
inculata!! BR
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