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RECENSIONI FILM
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LA
DOLCE VITA
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Il
terzo uomo
Regia:
Carol Reed
Martins (Joseph Cotten), squattrinato scrittore americano di romanzi western, arriva nella Vienna post grande guerra, su invito di un suo vecchio amico, Harry Lime (Orson Welles), speranzoso in una nuova occupazione. Chi non conosce la trama di questo capostipite del cinema?
Con sua amara sorpresa scopre che Lime è morto la notte prima, investito da una macchina sotto cosa. Da qui incomincia la ricerca al fantomatico "Terzo uomo".
Uno dei migliori film inglesi di sempre, fortemente voluto dal produttore Korda, ambientato nella gelida Vienna del dopoguerra.
Nella sceneggiatura di Greene si ritrovano i suoi temi classici della delusione, della corruzione e del tradimento: tutto questo, unito alla brillante regia di Reed, che collaborò al copione insieme a Korda e ad Orson Welles, contribuì a fare del "terzo uomo" quel capolavoro che è.
Al regista si deve il finale triste e desolato in cui Alida Valli si allontana lasciando solo Joseph Cotten; e anche la scelta del commento musicale affidata a Anton Karas, un suonatore di cetra da lui scoperto che, con i suoi incredibili virtuosismi sonori seppe ben evocare nel celeberrimo tema di Harry Lime, gli intricati sviluppi della trama.
Altro merito del regista l' aver affidato ad Orson Welles la breve ma fondamentale parte di Harry Lime. L'attore fu talmente entusiasta del film che aggiunse personalmente al copione di Greene il famoso monologo sul confronto tra l'Italia dei Borgia, che aveva donato al mondo l'arte di Michelangelo, di Leonardo e il Rinascimento, e i 500 anni di democrazia fatta di pace della Svizzera, capaci però di produrre solamente orologi a cucù.
Attori come Joseph Cotten e la nostra Alida Valli sono la ciliegina sulla torta in grado di aggiungere fascino e splendore al giallo più bello della storia del cinema, autentico capolavoro. Cinema allo stato puro.
OLD MAN
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