RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA
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il ritorno

Regia : ANDREJ ZVYAGINTSEV
Vincitore del Leone d'oro all'ultima mostra del cinema di Venezia, IL RITORNO di Zvyagintsev ha commosso non solo per quello che illustra ma anche perchè uno dei due giovani protagonisti è morto annegato in quel lago Ladoga ( ma non pensiate che qualcuno lo citi durante la proiezione ) in cui il film è ambientato. Ovviamento il fatto ha colpito in maniera profonda, ma non vi tragga in inganno sul conseguimento del premio. Questo film è l'opera perfetta per sbancare una mostra del cinema, tutto è al posto giusto, non c'è una inquadratura sbagliata nè come luce nè come durata, le interpretazioni sono fantastiche e la storia semplice e scorrevole non porta mai fuori dal film. La storia quindi, quella di un padre che ritorna a casa dopo 12 anni di assenza e parte di nuovo, ma questa volta con i 2 figli mai conosciuti verso una destinazione sconosciuta, con l'unica promessa di portarli a pesca. Gli accadimenti si susseguono, e la nuova famiglia si troverà alla resa dei conti su di una spopolata isola dell'immenso lago Ladoga, dove gli odi e gli amori da poco sorti tra i tre vedranno un culmine tragico e disperato. La storia è tutta qua, sembra perfino troppo banale, ma la bravura del regista sta proprio nel non farci sembrare il tutto ovvio, grazie ad un continuo cambio di situazioni ed inquadrature, un immergersi in una natura infinita e padrona di tutto dove i tre protagonisti piano a piano iniziano a conoscersi ma dove i contrasti non per forza si appianano. Su tutto emerge la grandiosa interpretazione del giovane Ivan, un bambino di 12 anni capace di una personalità sbalorditiva, tale da riempire ogni scena ed ogni dialogo e tener testa al fratello maggiore ed al padre, altre due figure per nulla minori o rinunciatarie. E' imbarazzante pensare che questa sia un'opera prima, tutto è perfetto, pensato organizzato e realizzato come se dietro ci fosse un lavoro infinito, ma col risultato di essere un qualcosa di immediato ed alla portata di tutti. Tra l'altro per tutta la durata del film nulla ci viene detto e spiegato, ogni cosa è perchè accade, non sappiamo mai dove stanno andanto i protagonisti, perchè si trovano in quelle situazione e cosa veramente li lega. E poi, sarà veramente il padre quella persona comparsa all'improvviso? Se proprio si vuole segnalare qualcosa, direi che manca un tocco che stemperi una situazione alla lunga inquitante, una specie di ironica disperazione alla Kuarismaki oppure una vitalità alla Kusturica, ma potremmo anche pensare che l'evolversi del lavoro del regista potrà mirare un giorno ad una perfezione che comprenderà anche questi tocchi d'artista. Una menzione infine per gli splendidi scatti in bianco e nero a completamento del film, un piccolo sunto di ciò che abbiamo visto nel viaggio, che ci porta anche una qualche spiegazione di ciò che per quasi due ore ci ha accompagnato.

elle.ci