|
RECENSIONI FILM
www.catchweb.net
LA
DOLCE VITA
il
grande capo
Regia : LARS VON TRIER Quello che viene unanimemente ritenuto il regista più pesante ed ostico in circolazione pensa bene di prendersi una pausa da se stesso e scrivere una commedia alla sua maniera.E che sia una commedia ci tiene bene ad evidenziarlo entrando come voce narrante nella storia,casomai ci dimenticassimo…Nessuno qui potrà parlare di capolavoro,di cinema che anticipa il genere o di riscrittura della storia,per quello abbiamo già avuto e non c’è che l’imbarazzo della scelta su cosa ripescare (fate un po’ voi tra Le Onde Del Destino,Dogville,Europa…).Qui vorremmo anche ridere e se ne esce con l’obiettivo raggiunto.Quante volte avete sentito dire sul lavoro che la colpa è del Grande Capo che mai si materializza? Capita,e così se proprio questa figura deve comparire per giustificare il vero capo,affidiamoci allora ad un attore che riesca ad immedesimarsi anche in questa rappresentazione.Ma la vita è diversa dal palcoscenico,il sipario non cala mai definitivamente e le conseguenze portano a situazione complesse e perniciose.Allora non è più così semplice firmare un contratto di vendita,tutto ha un suo perché sfuggevole ed inoltre un attore non può permettersi di estraniarsi dalla sua parte tanto semplicemente.Quando si cita poi il proprio nume tutelare allora tutto può andare a catafascio,la voce interiore raggiunge il suo massimo e lasciarsi andare verso la luce non è un dovere od un piacere ma diventa una questione ineludibile.Che il proprio nume tutelare risponda al nome di Gambini noto in Danimarca al solo protagonista e corrisponda a quello di un insopportabile acquirente islandese,può essere vero solo in una commedia ma del resto proprio qui Von Trier voleva portarci colpendo perfettamente il bersaglio.
Film minore rispetto al suo palmares,non tanto per la qualità,quanto piuttosto perché in questo caso il regista non vuole riscrivere le regole del cinema,non vuole istruirci su come si gira una scena o come si utilizza lo spazio,ma divertente, ironico e dal finale inaspettato,dove emerge una voglia di divertirsi e farci divertire col teatro dell’assurdo che nessuno aveva preconizzato al suo riguardo.Una sorpresa quindi,che non vincerà nessun premio ai festival internazionali ma che potrebbe avvicinare Von Trier se non al grande pubblico almeno a chi vuole divertirsi in maniera non gretta.
elle.ci
|