RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA


il fuggiasco

Regia: Andrea Manni

Chi non conosce la vera storia di Massimo Carlotto e non ha letto il suo libro omonimo da cui é stato tratto il film, difficilmente rimarrą insensibile di fronte a questo grande atto d'accusa nei confronti della giustizia italiana. Riassumendo brevemente, nel gennaio del 1976 (anno del rapimento Moro) il protagonista diciottenne, iscritto a Lotta Continua, viene accusato di un omicidio per il quale doveva solo testimoniare al distretto di Polizia. Dopo tre anni di carcere e vari gradi di giudizio viene condannato, nel 1982 dalla Cassazione, alla pena definitiva di 18 anni di reclusione. A questo punto Massimo decide di fuggire da Padova e a incominciare una nuova vita da latitante per le strade di Parigi, Barcellona e Cittą del Messico. Cambiando pił volte nomi ed aspetto, incontra una umanitą nascosta e per questo sconosciuta, di esuli e rifugiati politici che grazie alla loro solidarietą e amicizia lo aiutano a resistere.
Giunto in Messico si appoggia alle persone sbagliate per ottenere una nuova identitą e cittadinanza. Viene nuovamente arrestato, torturato ed allontanato come indesiderato. Decide di rientrare in Italia e costituirsi. Scopre che non é pił ricercato e solo dopo diversi giorni trovano il mandato di cattura. Per altri 6-7 anni entra ed esce dal carcere per le condizioni di salute sempre pił precarie. Questo "caso" di malfunzionamento della nostra giustizia si chiuderą nell'aprile del 1993 con la Grazia dell'allora Presidente della Repubblica Scalfaro. Ben diretto, linearmente senza inutili colpi di scena e rispettoso di quei sentimenti che pervadono la storia: dolore, rabbia, solitudine, solidarietą. Interpretato da un bravissimo Daniele Lotti calatosi totalmente nella parte, molto buoni anche i risultati del montaggio. Dimenticavo di segnalare l'importante co-sceneggiatura di Carlotto stesso unitamente al regista.
Da vedere assolutamente!!

LC