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RECENSIONI FILM
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LA
DOLCE VITA
grindhouse
Regia:
Quentin Tarantino
Il titolo, in gergo, indica i cinema di terza o quarta visione dove negli Stati Uniti l'esercente
programmava due film al prezzo di uno. Il progetto nasce come film a quattro mani ma per l' Italia é stato diviso in due parti, così in attesa di vedere Rodriguez e i suoi zombi, assistiamo al 'Road Killer Movie' firmato dal suo compare, per l'ennesima volta capace di tradurre le proprie suggestioni e gli amori di gioventù in dialoghi e immagini capaci di trasportare anche il pubblico piu' ritroso nel mondo dei B-movie stile horror.
Pettinature, automobili, provincia sembrano quelle di qualche decennio fa, tanto ammirate in centinaia di telefilm americani. Forse in alcuni momenti può sembrare che si dilunghi oltre il dovuto, ma all'apparizione di Stuntman Mike gli perdoniamo anche questo; interpretato da un Kurt Russel gigione e affascinante, come non lo era da tempo, col volto sfregiato da una lunga cicatrice ma refrattario all'alcool pur se abituale frequentatore del bar di Warren
- lo stesso Quentin (che tornerà in un cameo anche nell'episodio di
Rodriguez) che si concede la vanità di essere "obbedito quando comanda". É Mike, il protagonista di questa prima parte, anch'essa divisa in due episodi, scusa per citazioni ed omaggi piu' o meno ripetuti. Dai più espliciti "Punto Zero" e "Zozza Mary Pazzo Gary" o ricordi cinefili e poster di ogni tipo fino al tema di "Kill Bill" con la suoneria di un cellulare.
Un film che nasce dalla volontà di realizzare un omaggio, di rivivere una nostalgia e di divertirsi con gli orfani di quel mondo non puo' esser letto diversamente. Il gioco continua, come anche le citazioni e i rimandi, a generi e tempi andati, richiamati anche da una colonna sonora che paga piu' di un debito alla tradizione poliziottesca italiana tanto amata dal regista.
APA'
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