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RECENSIONI FILM fame chimica Regia:
Paolo Vari e
Antonio BoccolaQuartiere della "Barona" a Milano, periferia della periferia della grande metropoli, case popolari tutte uguali dove chi ci vive sogna di andaresene alla prima occasione, anche se presto si viene a scoprire che sono sogni inesistenti di un mondo di plastica, capace però di autoproclamarsi bellissimo. Una periferia vera, reale che si vorrebbe fingere di non vedere, ma che invece risulta essere estrema testimonianza di persone che non ce l'hanno fatta, ma che un giorno forse ce la potranno fare. Se poi tutti sognano le stesse cose scattano le invidie e ci si accanisce l'uno contro l'altro, il meno povero con il più povero. Finalmente anche in Italia siamo riusciti a produrre un film che ci permette di capire cosa sono il lavoro e il sogno del lavoro in una periferia, dove le situazioni di precariato sono all'ordine del giorno. La realtà fuori dai sogni, una realtà fastidiosa in cui i sindacalisti fanno il gioco dei padroni, dove tutti sono intercambiabili e nessuno é insostituibile. Chi cerca di sottrarsi alla logica del lavoro si rifugia nell' arte di arrangiarsi, rubando motorini o spacciando droga, diventando così uno sprovveduto venditore di sogni terminali. Infine anche il bubbone del razzismo esplode inevitabilmente, accanendosi con i diversi, gli altri che rovinano tutto, i responsabili della distruzione dei sogni. Nel caso del film é una gabbia-recinto, un muro dei poveri, l'ultimo sogno distorto che separa i separati e inventa gli ultimissimi da emarginare. Mentre solo lo spiraglio di un amore senza barriere, nato per caso, é in grado di continuare a far vivere sogni utopici. Gioiello nel gioiello, la colonna sonora curata da Luca Zulù Persico, ex mente dei 99 Posse, che entra in scena per ben tre volte: all'inizio, alla fine del film e durante gli scontri tra gli abitanti del quartiere. Un film da non perdere che mi ricorda "L' odio" di M.Kassovitz, cinico, spietato ma tremendamente vero!! L.V. |