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RECENSIONI FILM
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LA
DOLCE VITA
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elephant
Regia:
Gus Van Sant jr.
Immediato e inevitabile il collegamento al documentario "Bowling a
Columbine" di Michael Moore.
Qui siamo a Portland, ma non ha importanza, potremmo essere in una
qualsiasi provincia statunitense
e il regista segue le giornate di una decina di studenti della High School
locale. Piani sequenza continuativi che si intrecciano e si ricollegano a
documentare ogni piccolo momento di esistenze senza nessuna particolarità
di adolescenti comuni, ognuno con i propri problemi: John ha il padre
alcolizzato, Michelle si sente esclusa dalle compagne a causa del suo
aspetto fisico, Elias ha la passione della fotografia, mentre Eric ed Alex
acquistano fucili e munizioni via internet per trasformare in realtà il
loro videogioco preferito. Il contorno é fatto di vite solo sfiorate,
partecipazioni sfuocate lasciate volutamente ai margini degli studenti
rappresentati e seguiti passo-passo. Il calmo susseguirsi delle immagini é
interrotto solo alcune volte dalla musica e da immagini di cieli cupi o
sereni. Anche la rivelazione della follia finale é vista in chiave
asettica così da non porla in risalto. Un crescendo inquietante, dall'
accanimento su un videogioco rivelatore, passando ai commenti davanti a un
documentario sul nazismo fino all'acquisto delle armi on-line che precede
la strage nella scuola. Il tutto senza quasi sorpresa, senza speranza in
un lieto fine, unicamente il cambio di registro stilistico con il
sovrapporsi dei flashback del prima, durante e dopo la "missione" fatta
per gioco. A dimostrare nella sua interezza lo scollamento con la realtà
dei due piccoli folli capaci di una simile impresa.
Mentre Charlton Heston continua a fare le sue conferenze.......
L. V.
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