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RECENSIONI FILM
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Draquila: l'Italia che trema
Regia: Sabina Guzzanti
In una nazione dove ormai non ci si indigna più di niente e tutto passa quasi inosservato ben venga un docu-film come questo della Guzzanti giusto per capire la realtà delle cose del dopo terremoto a L'Aquila del 6 aprile 2009; che a Cannes riesce a sconvolgere la morale comune mentre da noi no?!?
Che cosa ci vuole raccontare Sabina col suo film: quale è stato il ruolo della Protezione Civile? Quale quello del Presidente del Consiglio?
Le immagini, le interviste e i commenti della Guzzanti parlano chiaro, fanno rabbrividire, incazzare per un’ora e mezza e alla fine mi sono vergognato di essere italiano.
Mi chiedo ma è possibile "lucrare" su una catastrofe umana e naturale di queste proporzioni? E’
possibile speculare sulle vite umane? Pare di sì.
Viene messo in luce il sistema ambiguo e controverso dello stato di emergenza = grande evento, dove la legge, la Costituzione Italiana, viene messa da parte.
E sopratutto occorre non dimenticare chi quella notte alle h 3 e 32’ ‘rideva’ di gioia al pensiero di poter metter le mani sulla ‘ricostruzione’ edile. Questo non può essere ignorato in un paese civile. Come non può essere cancellata la mancata precauzione pre- terremoto. Perché non è stato dichiarato lo stato di allarme?
Le verità in Italia non siamo abituati a saperle. Quindi bisogna continuare a porsi delle domande, per i nostri figli, nella speranza di un futuro migliore; anche se alla fine del film l'unica voglia che rimane é quella si espatriare.
Alla regista italiana il grande merito di non "oscurare" i numerosi aquilani intervistati, che
nonostante tutto vedono ancora nel Presidente Silvio Berlusconi un grande salvatore, l'uomo dei miracoli che ha "regalato" le case ai cittadini.
Peccato solo che queste case siano impersonali (non puoi nemmeno piantarci un quadro) e a molti chilometri dal centro storico quando bastavano poche migliaia di euro per risistemare quelle non crollate all'interno della zona rossa. Ma hanno deciso loro per tutti militarizzando la zona e di fatto espropriando ai cittadini le proprie case e togliendo al comune il diritto di decidere cosa fare nel dopo terremoto.
Grazie Silvio, baciamo le mani!!
CODROIPO
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