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RECENSIONI FILM
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Cous
Cous
Regia: Abdellatif Kechiche
Dello stesso regista ricordiamo
il bel film "Tutta colpa di Voltaire". Siamo nelle vicinanze di Marsiglia, città bella e regno del noir, una Napoli francese in cui bisogna essere uomini duri per vivere.
Anche questa volta, con i suoi
attori non professionisti, ci racconta la storia del portuale sessantenne Beiji. Una vita precaria, una famiglia spezzata, insomma un mondo difficile in cui l'età rende vulnerabile un uomo forte e attivo.
Partendo da qui lo seguiamo nelle sue peripezie familiari e nel sogno di aprire un ristorante di cous-cous tutto suo. Viviamo la depressione da fallimento e la tensione di chi ritrova una motivazione nella vita, anche se per i più "impossibile", non avendo certezze da offrire alle banche, né ad eventuali soci; ma la sua famiglia comincia a crederci ugualmente con lui. Divisioni legali, sentimentali, caratteriali diventano il motore di una nuova unione, della ricerca di riappropriarsi della propria vita. Non è certamente la trama ad avvincere, alcune scene potevano essere limate vista la lunghezza del film, ma la semplicità con cui vengono esposte le piccole grandi ingiustizie della vita e la leggerezza con cui é rappresentata la pesantezza del vivere vale il prezzo del biglietto. Non è importante "arrivare", l'importante è sognare e crederci, e Kechiche ce lo mostra come qualcosa di normale. Una denuncia più valida di tanti discorsi elettorali, fatta magari di stereotipi ma pur sempre un bel elogio alla differenza, né paternalista, né astioso.
- CLANDESTINO
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