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RECENSIONI FILM
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LA
DOLCE VITA
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city
of god
Regia:
Fernando Meirelles
La città di Dio é una delle più pericolose favelas di Rio de Janeiro,
tristemente famosa per la criminalità minorile. Un posto dove se non sei
scortato da uno del luogo, rischi di morire per colpa di un ragazzino
armato.
Il film si sviluppa in tre periodi distinti: la fine degli anni sessanta
con l'inizio della faida interna e i primi scontri con la polizia, quando
sembra ancora regni una maldestra innocenza.
Passando poi attraverso gli anni settanta degli accaparramenti di zone
delle bande contrapposte, prima di arrivare ai violentissimi anni ottanta,
in cui la favela é terra di nessuno, la polizia é deviata e corrotta e
impera lo spaccio di cocaina.
Assistiamo a scene ricche di ralenti, panoramiche impressionanti oltre ad
un uso geniale di un centinaio di ragazzi, attori non professionisti, che
dettano i ritmi del film (basta ricordare la scena in cui uno dei
"randagi" é obbligato dal capo banda Zè Pequeno ad uccidere un suo
coetaneo così da impartire una lezione esemplare a tutti loro). Un film di
matrice civile che rappresenta una società nella quale non esiste la media
borghesia e dove i ricchi vivono asserragliati nei loro quartieri
eleganti, mentre gli sfortunati cercano di sopravvivere nel caos più
totale.
Ogni scena, parola o movimento sembra reale; una realtà che passa
attraverso le emozioni vissute dai ragazzi-attori che hanno avuto
semplicemente la bravura di interpretare se stessi e per merito di un
doppiaggio finalmente all'altezza della situazione.
L. V.
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