RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA
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brucio nel vento

regia:SILVIO SOLDINI
Ci si poteva aspettare da Soldini dopo il successo di Pane e Tulipani, un film scontato, che si avvantaggia del successo ottenuto, fortunatamente per noi così non è stato.
La trama è abbastanza semplice: un ragazzino nato in un qualsiasi paese dell'Est scappa da casa con la convinzione d'aver ucciso il padre e si rifugia in Svizzera. 
Lo ritroviamo dopo venti anni, sopravvive nell'attesa di rincontrare un sogno, se ciò succederà tutta la sua vita forse, avrà un senso.
Ben sappiamo che un sogno può aiutare a vivere!
La cosa che più colpisce in questo film è la rassegnazione dell'individuo che ha preso coscienza del proprio destino, e l'accetta sapendo che così è la vita.
Il nostro eroe si alza ogni mattino alle cinque e con un tempo inclemente percorre la strada che lo separa dalla fabbrica in autobus immerso nei suoi pensieri, flashback della triste infanzia lo inseguono.
Attorno a lui una serie di personaggi allampanati, tristi e rassegnati, il microcosmo dei rifugiati che vivono senza alcuna speranza per il futuro, costretti al non ritorno in patria a causa di una povertà che non da loro speranze. 
Tobias, il protagonista, trascina la sua vita sempre uguale, finché un giorno il sole la illumina. 
Lina è tornata. Non è detto però che con lei abbia fatto ritorno anche la felicità.
Mi chiedono spesso come faccio ad amare tanto i film tristi. La vita reale è forse qualcosa di meglio?
Forse sapere che il mondo che ci circonda è così brutto può aiutarci, ad accettare i nostri limiti, le nostre ossessioni, ed apprezzare meglio quel poco che abbiamo. 
Vogliamo la favola felice, perché andare al cinema, allora, basta accendere la tv e guardare la pubblicità della Tim "amici, amore, e solidarietà questa la ricetta per la felicità ".

CHIARA