RECENSIONI FILM
www.catchweb.net
LA DOLCE VITA


bowling a columbine

Regia : MICHAEL MOORE

20 aprile 1999. La Nato, sotto il controllo statunitense, lancia il più grande attacco missilistico di tutta la guerra del Kosovo. Le sue bombe intelligenti colpiscono, tra l' altro, un ospedale civile ed una scuola elementare. Un ora più tardi alla Columbine High School di Littelton ( dintorni di Denver, Colorado ) due giovani fanno una carneficina all' interno del proprio college, uccidendo 15 persone e ferendone innumerevoli, alcune delle quali rimarranno disabili a vita. Cosa centrano i 2 fatti ? Beh, a Litteton esiste la pù grande industria di produzione di missili ed armi di distruzione di massa di tutti gli USA, e praticamente in ogni famiglia c'è una persona che vi lavora, quindi tutti vengono allevati con questo senso di distruzione ben impresso nel proprio io. Questa è solo una delle tante cose che Michael Moore ci porta a scoprire con suo film, perchè definirlo documentario è riduttivo, scavando a fondo in quella terribile provincia americana che tanto ha a cuore non solo le armi, ma proprio l' uso di queste. Perchè il regista ci propone anche il paragone col vicino Canada, dove il numero delle armi procapite è maggiore, ma i morti per arma da fuoco in un anno si contano sulle dita di una mano. Quanti invece nei vicini e "progrediti" USA ? Nel 2001 si contano oltre 11.000 morti, una cifra spopositata, ingiustificabile sotto ogni punto di vista. Moore non si ferma davanti a nulla, scopre lo sporco gioco dei media, che di fronte ad una leggera diminuzione dei crimini mettono in onda un aumento di notizie del 60% di crimini effettuati prevalentemente da neri o comunque non da bianchi. Va direttamente a fronteggiare chi sostiene questa militarizzazione della popolazione come l' ex attore Charlton Heston, che subito la riceve trionfante poi lo liquida senza avere nessun argomento per giustificare la sua scelta. Va nei magazzini della K Mart, che vende proiettili di ogni tipo come da noi si trovano in vendita sugli scaffali il pane e i biscotti. Insomma, realizza un'opera veramente forte, mi verrebbe da dire educativa, da proiettare in tutte le scuole. Nonostante il forte intento di partenza il film con cala mai d' interesse, riuscendo a non essere mai ripetitivo, pesante e soprattutto retorico.Ci spiega in pochi fotogrammi che quello che viene sentito come sentimento antiamericano non è altro che senso civico e forte morale, di fronte alle vergognose azioni terroristiche compiute dagli USA dal dopoguerra ai giorni nostri ( azioni terroristiche in Salvador, Nicaragua ed appoggio a chiunque sostenesse i nemici degli USA come Saddam Hussein negli anni 80 e poi i Taliban; colpi di stato in Cile, Iran, Vietnam, Panama....). Per chiudere il tutto, Moore ci congeda sulle note simbolo di WHAT A WONDERFUL WORLD, ma non nella sulfurea versione a tutti conosciuta, ma con quella elettrizzante e poco rassicurante che ci lasciò pochi giorni prima di morire Joey Ramone.
Dopo ROGER & ME, che narrava della ventata di licenziamenti eseguiti dalla General Motors presso gli stabilimenti di Flint, e di come quel posto divenne un cimitero vivente, Moore ci regala un film fondamentale per tutti, per capire dove si annidi il male dentro di noi.
elle.ci