RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA


babel


Regia: Alejandro Gonzales Inarritu
Terzo film per il regista sudamericano, che in chiusura dedica ai propri figli.
Con la sua ormai abituale struttura narrativa ad intreccio, limitando però gli eccessi e le sequenze frenetiche di "Amores Perros" e proseguendo il lavoro iniziato con "21 grammi", ci conduce attraverso un film riflessivo e profondo indagatore di questa umanità malata. Il titolo del film rimanda al tema della incomunicabilità, o meglio nel caso delle sue storie alla reale mancanza di volontà di ricerca del dialogo tra intere comunità. Sono storie familiari che ruotano intorno a un fucile e alla sua diversa valorizzazione dato che ogni azione produce un effetto. Un evento drammatico ha ripercussioni su quattro diversi gruppi di persone che vivono in altrettanti continenti: un'adolescente giapponese sordomuta e suo padre, una badante messicana con i due bambini della coppia americana coinvolta nell'evento drammatico e la famiglia berbera dei due ragazzini armati. Gli americani alla fine vengono tratti in salvo da un elicottero mandato dall'ambasciata, ma scoprono la generosità e l'umanità di quei popoli lontani. I ragazzini, braccati dalla polizia, vengono uno ucciso e l'altro arrestato, mentre i loro pari statunitensi vengono tratti in salvo dalla badante messicana, che accusata di sequestro viene espulsa dalla nazione dove viveva e lavorava da ormai 15 anni. Un mondo senza pietà incapace di risolvere situazioni tese e di frontiera, anzi capace solo di rendere più difficili i rapporti umani, come alla fine scopre il giovane poliziotto, unico breve conforto per la sordomuta giapponese incapace di avere un contatto umano dopo il suicidio della madre. Il regista invita i protagonisti a rivolgersi al prossimo più vicino, a cercare di ascoltarlo, a toccarlo, con la certezza che sia la migliore strada da percorrere. La Palma d'oro vinta a Cannes per la miglior regia è del tutto meritata. Ottima anche la scelta di non doppiare i vari idiomi usando i sottotitoli. Un film che osservato da qualsiasi lato mostra una grande maturità cinematografica.
APA'