RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA
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arca russa


Regia : ALEXANDER SOKUROV
A prescindere dai gusti personali e da cosa uno si aspetta da un film, due cose emergono dalla visione di questo film di Sokurov che nessuno può negare : un grandissimo atto d' amore del regista a quello che fu la cultura russa dal 1700 ai primi del XX secolo e che molto probabilmente ora non è più, e quell' incredibile piano sequenza che dura tutto il film. Sì, dalla prima all' ultima immagine Sokurov ci porta all' interno del palazzo d' inverno di San Pietroburgo, oggi il museo Hermitage, senza mai staccare l' immagine e passare ad un altra inquadratura. Una realizzazione che deve aver richiesto una preparazione meticolosissima, un sincronismo perfetto tra attori e comparse come poche volte è accaduto nella storia del cinema. Così per un' ora e mezza veniamo condotti da un presunto marchese occidentale alla scoperta di opere d'arte, sale e personaggi ( tra cui Caterina II e Pietro il Grande ) che sono all' interno del palazzo o che lì hanno vissuto. Passiamo da personaggi del XVII secolo a persone contemporanee da una sala all' altra, da fascinosi balli e storici ricevimenti regali, a commenti di professori o di marinai che tranquillamente visitano il museo. E la nostra guida, una specie di Caronte che tutto sa senza spesso sapere nulla, ci porta per mano raccontandoci tutto quello che vede e sente, parlando alla macchina da presa come se lì dietro ci fosse una persona in carne ed ossa e non solo un operatore alle prese col suo lavoro. Non c'è mai un salto da sala a sala che non sia congruo con quello che il regista vuole rappresentarci, i passaggi dal 1700 ai giorni nostri non stridono mai, e poi il finale lento, quasi fermo di tutti i personaggi che abbandonano il palazzo d' inverno sembra quasi rappresentare la fine di tutte le epoche, anche se poi la voce fuori campo ci rasserena sul mondo che ancora sarà. Un film complesso, da seguire "sala per sala", che richiederebbe una certa conoscenza di fatti e storia del periodo che ci viene ilustrato, ma che può anche servire ai novizi per introdursi ad un passato a noi lontano ma altamente significativo. Sicuramente un film che sarà amato maggiormente da chi ha una certa confidenza con i Cahiers Du Cinema, piuttosto che da chi è reduce dalla scorpacciata di intrattenimenti natalizi. 

elle.ci