RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA


A/R andata+ritorno

Regia: Marco Ponti

C'è del nuovo nel cinema italiano, e il nuovo passa inevitabilmente da Marco Ponti. Al di là dei gusti personali e del piacere che può dare la visione di un film come A/R, il maneggiare in questo modo una commedia all'italiana, com'è in fondo questo film, rappresenta una visione alternativa di ciò che da almeno cinquanta anni siamo soliti vedere sul grande schermo. A/R è a tutti gli effetti una commedia con i buoni e i cattivi, con una storia d'amore tra i protagonisti principali e con svariati "vicini" a fare da contesto attivo al film, ma il tutto viene trattato come se fossimo dentro ad un fumetto gigante, dove niente è reale e tutto viene rappresentato per il piacere del singolo momento, senza pensare troppo ad una situazione piuttosto che all'altra. Il ritmo fa la storia, siamo dalle parte di Tarantino, o meglio dei primi film di Guy Ritchie ( sì, il marito di Madonna, ma ricordate i suoi Lock & Stock oppure The Snatch ?), dove l'irreale si mischia ad una conoscenza approfondita del contesto sociale in cui veniamo trasportati. Qui ci aggiriamo nei vicoli di una Torino più da centri sociali che da palazzi reali e ricordi sabaudi, non a caso tra i protagonisti c'è anche un membro dei Mau Mau. Si ride meno che in Santa Maradona, ma alla fine non ci si diverte di meno, e poi è apprezzabile farsi portare all'interno di riprese dove la macchina da presa si erge a protagonista e i colori sono ora vividi ora saturi a seconda dell'umore dei protagonisti o dell'ambientazione della scena. Solo tecnica per mascherare una mancanza di fondo ? Non direi, siamo nel 2004, la situazione urbana in cui ci troviamo immersi è quella che Ponti ci descrive, dobbiamo solo farcene un'idea e non pensare sempre e solo ai tempi andati come se fossero sempre i migliori. Un plauso poi va tutto al protagonista, Libero De Rienzo, quanto di più lontano ci possa essere da un attore ma terribilmente efficace nel rappresentare tutti coloro che vivono una situazione di cui si sentono estranei. Da sottolineare anche che la televisiva Vanessa Incontrada se la cava egregiamente, in un contesto di caratterizzazioni che andando spesso volutamente sopra le righe le hanno reso l'impegno più difficoltoso che nell'esordio con Pupi Avati ( Il cuore altrove ). E poi come mancare ad un film che arruola tra i protagonisti Sandokan, alias Kabir Bedi ?Ma la storia del film ? Beh, se andate a vedere A/R cercando una classica storia lasciate perdere, non fa proprio al caso vostro.Per quello c'è di meglio in giro, questa volta accontentatevi di qualcosa di nuovo e personale e ne sarete contenti.

elle.ci

Dopo un film come Santa Maradona, il rischio di fare fiasco era più di una concreta possibilità. Ma per il giovane Marco Ponti riuscire a realizzare una commedia disincantata é risultato alla fine meno complicato del previsto pur partendo dalla consapevolezza di vivere in un mondo che non é fatto a sua immagine e somiglianza e quanto sia difficile non piegarsi totalmente alle sue logiche. Una storia d' amore di corsa con un montaggio da videoclip e una fotografia sgranata, quasi irreale con personaggi indovinatissimi e alcuni dialoghi casuali, come i souvenir di un viaggio, che sono il sale della quotidianità. Se occorreva una riprova, Libero De Rienzo possiamo già consacrarlo come l'anti-divo per eccellenza del cinema italiano, in più basta un suo sguardo o che apra bocca per fare scattare automatica la risata. Ottima anche la prova di Vanessa Incontrada, che in alcune scene del film recita in spagnolo con la sua voce, capace di calarsi nel non facile ruolo della ragazza romantica senza scivolare nel patetico.

TOLSTOJ