RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA


american dreamz


Regia: Paul Weitz
dall'inviato al festival........
"L'inferno dei viventi non é qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo é rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non é inferno, e farlo durare, e dargli spazio."
Italo Calvino "Le città invisibili"

Il sogno americano, ai nostri giorni, è solamente un grande incubo televisivo, un reality show che divora tutto e tutti. Capace di catturare, con la forza del suo trash trionfante, un'audience impensabile fino ad arrivare al capo della Casa Bianca. Un presidente americano (Dennis Quaid) rappresentato come uno stupido, ostaggio del suo staff guerrafondaio, che accetta un ruolo nello spettacolo, pur di riguadagnare consensi. Per raccontare una realtà così, su grande schermo, il divo Hugh Grant e il regista Paul Weitz hanno messo in piedi una commedia acida e irriverente capace di mostrare cose terribili senza mai prendersi troppo sul serio. Un'operazione difficile riuscita grazie al cast d'eccezione, e a una galleria di personaggi a loro modo indimenticabili. A partire, appunto, dal laido conduttore del reality show American dreamz interpretato da Grant (mi sono dovuto ricredere, lo ritenevo un attore belloccio ma insignificante) il volto più british delle commedie che rappresenta il peggio della cultura a stelle e strisce, bella idea. Lo show é 
incentrato su una serie di aspiranti stelle dello spettacolo, messe le une contro le altre fino alla proclamazione del vincitore assoluto. Il tutto attraverso i voti del pubblico, proprio come accade in una trasmissione statunitense reale "American Idol", che tiene incollate al televisore decine di milioni di spettatori. Il film comincia alla vigilia di una nuova stagione di American dreamz. Col conduttore che, pur di superare i già astronomici ascolti della precedente edizione, spinge sempre più l'acceleratore sul trash, sui casi umani: selezionando, tra gli altri, una biondina proletaria (classica fidanzatina d'America) decisa a tutto pur di sfondare (Mandy Moore), con fidanzato buono ma imbecille al seguito (Chris Klein) e un iracheno che sembra il classico vicino di casa (Sam Golzari) la cui madre è morta a Bagdad, sotto le bombe Usa. Proprio questi due concorrenti arrivano in finale. Solo che l'iracheno in realtà è un terrorista e si 
presenta all'ultima puntata dello show con cintura esplosiva al seguito... 
Non volendo rivelare il finale per lasciarvi il piacere di andarlo a vedere, al di là del divertimento e del paradosso, bisogna riconoscere che si esce dalla sala con in bocca un forte retrogusto acido. Insomma, un senso dell'umorismo politicamente scorretto, direi corrosivo. Pensierino finale: difficile non pensare che per il 
presidente americano (ex bevitore, un po' impasticcato, ignorante, abituato a non leggere i giornali, con una moglie pettinata proprio come la vera first lady) il regista non si sia ispirato all'attuale presidente George W. Bush. TRASH