RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA
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alle cinque della sera

Regia: Samira Makhmalbaf

Fare del cinema nell' Afghanistan appena liberato dai Talebani non deve essere facile per nessuno e tantomeno per una donna iraniana. Altrettanto pensare di recensirlo, quando é tale e tanta la diversità del mondo occidentale da quello musulmano.
Pertanto il rischio é che siano l'ossessione di Noqreh per lo studio e l'apprendimento come viatico per la presidenza al proprio paese a rimanere impresse nella mente dello spettatore invece dei sogni della stessa protagonista messi a dura prova dalla volontà del padre, fanatico fondamentalista.
Forse anche la ricercatezza dei colori e delle inquadrature da parte della regista risulta alla fine troppo perfetta e troppo distante da quella povertà e disperazione di cui le strade di Kabul sono piene.
Vedendo così le cose anche la via crucis finale, causata dalle scelte del padre in fuga da questi luoghi,
a suo giudizio, divenuti troppo permissivi e lascivi, sembra più una forzatura che una vera ricerca di tragicità.
Concludendo la cosa più giusta da fare é a mio avviso cercare di avvicinarsi alle altre culture andando a vedere film come questi e tentare di farsi una idea senza troppi pregiudizi ma usando semplicemente
il proprio cervello.

Bin L.