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RECENSIONI FILM
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LA
DOLCE VITA
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alambrado
Regia : MARCO BECHIS
Opera prima del regista italo-argentino Marco Bechis, ALAMBRADO fissa su celluloide il mito patagonico che aveva riempito l' immaginario collettivo con i romanzi di Bruce Chatwin. All' epoca la Patagonia era ancora la frontiera estrema, visto che nessuno ci aveva ancora dato notizia di lei, Sepulveda solcava ancora i mari sui battelli di Greenpeace, Coloane era totalmente sconosciuto e i giri in bicicletta di jovanottiana memoria ci erano stati ancora risparmiati. Il film narra le gesta di un padre che vive della sua modesta hacienda con un figlio timido ed introverso ed una figlia estroversa e ribelle, pronta a cercare la fuga per lasciare quella terra dura ed inospitale. Alambrado significa il fil di ferro che serve per delineare una proprietà, visto che non tanti anni or sono in quelle terre dimenticate bastava apporre un alambrado e coltivare la terra da esso contenuta per diventarne proprietari. Certo ora la situazione è cambiata, i grandi latifondisti sono arrivati anche nella pampa patagonica per allevare le pregiate pecore merinos, ma la situazione di vita non è poi cambiata di tanto. Il principale protagonista del film è infatti il vento, forte, duro e costante, che ti entra in un orecchio e ti esce dall' altro portandoti via pensieri,ricordi ed idee e le urla al cielo, tantochè nel film sembra sempre di sentire in sottofondo qualcuno che ci rammenta i nostri errori del passato; chi vive in Patagonia ha certamente un passato da nascondere, altrimenti non si potrebbe andare a nascondersi in un luogo simile. Oltre agli spazi infiniti, tanto da farci perdere la nozione del tempo, è proprio il vento che accompagna la vita quotidiana, e in quei rari giorni in cui non soffia provoca nei rari abitanti estremi atti di pazzia e i suicidi coincidono immancabimente con il brusco fermarsi del vento.
All' epoca il film fu distribuito in un numero veramente limitato di copie, e la visione fu possibile quasi esculivamente in qualche cineclub. Ora, a fronte del clamore degli ultimi film di Bechis ( GARAGE OLIMPO e HIJOS ) speriamo che qualche anima buona abbia il coraggio di riproporre quest' opera legata ad un posto tanto lontano ma ancora attuale, capace di respingere la civiltà dei consumi e mantere la propria filosofia di vita, quella dove il tempo non è e non deve essere denaro.
...Patagonia, non c'è che la Patagonia che possa contenere la mia immensa tristezza...
elle.ci
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