RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA
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about a boy


Regia: Paul Weitz - Chris Weitz
Commedia 2001
Ultratrentenne ricco e nullafacente che vive dei profitti di una brutta quanto popolare canzone natalizia scritta tanti anni prima dal padre, Will (Hugh Grant) ha pochi dubbi in fatto di amore: l'uomo é un isola e la donna ideale per i tipi come lui, single fermamente intenzionati a rimanerlo, é la donna separata, meglio se abbandonata, con figli e molto arrabbiata con gli uomini.
Il suo può sembrare cinismo puro o forse un semplice complesso di inferiorità nei confronti di quelle donne rese più democratizzate da una storia di abbandono alle spalle e da qualche bambino da badare. O forse una missione perché in cuor suo soprattutto le più belle sono le più propense ad accettare relazioni con tipi innocui e superficiali, categoria cui Will é certo di appartenere. Fortunatamente non tutte le donne sono uguali; ci sono anche i tipi come Fiona, che Will ha conosciuto in una riunione di genitori single per reciproco supporto (dal suo punto di vista una autentica miniera di ragazze da conquistare) fingendosi di essere padre di Ned, un improbabile bambino la cui assenza diventa sempre più difficile da giustificare. Fiona é l'unica donna per la quale Will non ha mai provato un minimo di attrazione erotica: é sciatta e troppo hippy, é vegetariana, depressa con manie suicide e canta "Killing Me Softly" con gli occhi chiusi. E non tutti i figli delle madri sole sono come quello di Fiona (Marcus): bizzarro e disadattato, con un enorme paio di occhiali, vittima degli scherzi dei compagni di college. Marcus in fondo ha bisogno di qualcuno che gli dia le istruzioni per l'uso del mondo e un pizzico di normalità che non ha mai conosciuto, in poche parole di un padre che nel suo caso potrebbe venire momentaneamente sostituito da Will. Due figure speculari di protagonisti per un duplice speculare percorso di formazione. Non solo per il piccolo Marcus cresciuto troppo in fretta alla ricerca di equilibri famigliari, capace di rivoluzionare i rapporti tra gli adulti e alla fine di capire come essere ragazzi; ma anche per l' ultratrentenne adolescente cronico in crisi di identità, che a sua volta impara a lasciarsi andare ai sentimenti. Alla fine rimane a noi decidere chi tra Marcus e Will sia il ragazzo del titolo.
L. V.