RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA


lo scafandro e la farfalla

Anteprima nazionale al cinema Lumiere (Bologna) dall'inviato catchweb:
LO SCAFANDRO E LA FARFALLA
Regia: Julian Schnabel
Film di nazionalità francese tratto dall'omonimo libro, con regista americano di cui ricordiamo: "Basquiat" e "Prima che sia notte". La prima parte del film è molto interessante: filmata dal punto di vista 
del protagonista, al punto che lo spettatore si identifica con Jean- Dominique Bauby poi nel momento in cui egli impara ad esprimere l'alfabeto con l'unico occhio rimasto funzionante, allora la prospettiva si allarga, non è più quella dello scafandro ma piuttosto quella della farfalla. Bauby era uno scrittore rimasto "locked in sindrome" ossia prigioniero del proprio corpo all'età di 42 anni a causa di un ictus cerebrale. Il poter continuare a comunicare gli ha dato una nuova ragion d'esistere. In un certo senso é un prescelto come Cristo, soffre di questa rara malattia, sa della sua mortalità e questo 
gli permette di scrivere il libro grazie all'aiuto delle sue assistenti. Riuscendo nell'impresa di rivalutare gli amici che si prendono cura di lui e a rivedere gli sbagli della propria vita. In una scena del film dice apertamente alla moglie ciò che pensa, ormai per lui il tempo delle bugie é terminato, anche se sa benissimo che racconterà cose dolorose da sentire. Non c'é più nessuna ragione che 
lui nasconda i suoi veri sentimenti. Da vedere. 
INVIATO Lorenzo Vignoli