RECENSIONI FILM
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LA DOLCE VITA
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le invasioni barbariche

(Il declino dell' Impero Americano continua)
Regia: Denys Arcand

Gli ambienti e i personaggi del film sono gli stessi che 20 anni prima hanno dato luogo a "Il declino dell' impero americano", opera indimenticata dello stesso regista. Questa volta il film parla della vita e della morte, dei sentimenti quotidiani e dell'amicizia in modo ironico e commovente al tempo stesso.  Un cinquantenne malato di cancro, non ha più molto tempo da vivere, gli é rimasta vicina solo la moglie divorziata. Lei decide di richiamare da Londra il figlio Sébastien, uomo d'affari di successo, mentre la figlia é in navigazione per mari lontani e riesce solamente a inviare affettuosi videomessaggi. Il rapporto
tra questo padre, un professore che ha dedicato la vita al piacere e alla bellezza, e il figlio mediatico attaccato al telefonino ad amministrare soldi é un rapporto difficile. Solo su pressione della madre, Sébastien decide di regalare al proprio padre una fine felice. Essendo sufficientemente ricco per ottenere, in un ospedale sovraffollato e inquietante dove i malati dormono nei corridoi, una grande stanza, decide di riunire tutti gli amici e le amanti del padre. Inoltre per lenirgli il dolore fisico e farlo giungere a una dolce morte, ottiene l'aiuto di una vecchia amica tossicodipendente per avere la fornitura di droga necessaria per le punture. Nello scontro rappresentato di mondi e generazioni, di stili di vita e ideologie, emergono il cinismo del padre ormai senza più speranze e ideali dopo una vita condizionata dalle fantasie e il disincanto del figlio poco attento alla sostanza delle cose e abituato a risolvere tutto aggirando le regole. Non mancano dure critiche alla Chiesa lontana e impegnata in cose poco terrene. Forse come suggerisce il titolo l' 11 settembre ha veramente segnato l'inizio delle nuove invasioni barbariche dopo che per anni l'Impero USA ha goduto delle sue invasioni facendo stragi di 200.000 indigeni per i quali si tenta di cancellare ora anche la memoria. O forse é la barbarità ad essersi
diffusa nella società moderna dove l'intelligenza é ormai agli sgoccioli (veniamo citati pure noi italiani, ...la patria di Leonardo e Raffaello ora ha Berlusconi...) e non ci rimane che sperare nel tanto demonizzato mondo arabo?!? Una commedia capace di muovere e porre in evidenza critiche ben
precise alla nostra società adducendo come scusa una storia molto commovente.
L. V.